Cultura Ragusa 07/11/2014 15:25 Notizia letta: 3889 volte

Nasceva il 7 novembre di 190 anni fa Corrado Arezzo de Spuches

L'uomo del castello di Donnafugata
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/07-11-2014/1415397825-0-nasceva-il-7-novembre-di-190-anni-fa-corrado-arezzo-de-spuches.jpg&size=365x500c0

Ragusa - Sulla sua figura si sono spesi fiumi di inchiostro ma tuttora, a centonovanta anni dalla nascita e a centodiciannove dalla morte, Corrado Arezzo de Spuches rimane celebre ma con molte zone d’ombra.
Uomo politico che, giovanissimo, insieme al padre Francesco si ribellò ai Borboni e andando quale rappresentante di Ragusa al Parlamento di Palermo del 1848 per pagare poi questa ribellione - al ritorno dei sovrani del Regno delle Due Sicilie - con l’esilio dalla propria città.
Arezzo fu anche deputato e poi senatore del Regno d’Italia, Presidente della Provincia di Siracusa (che all’epoca comprendeva anche l’attuale provincia di Ragusa), Presidente della Provincia di Trapani e sindaco di Ragusa Inferiore, quella che oggi chiamiamo Ibla.
A parte le vicende personali e familiari, Corrado Arezzo de Spuches è a buon diritto un pezzo della storia recente del circondario ibleo per tutto quanto fece (anche per il proprio interesse, la vicenda della stazione ferroviaria di Donnafugata docet) a vantaggio delle popolazioni iblee sia come politico ed amministratore, sia come “semplice” benefattore.
Nell’anniversario della sua nascita intendo ricordarlo con l’orazione funebre letta nell’aprile 1896 dal presidente del Senato, Domenico Farini: “Signori senatori! Il barone Corrado Arezzo Despucches cessava di vivere nel suo castello di Donnafugata, presso Ragusa Inferiore, il 27 di dicembre dell’anno passato. Illustre ed antico lignaggio, animo liberale e delle libere franchigie partigiano, mente colta gli conferirono, a soli ventitré anni di età, la rappresentanza di Ragusa alla Camera dei comuni del generale Parlamento di Sicilia. Nel decennio persecutore, che corse fra le sconfitte d’una e le vittorie dell’ultima rivoluzione, dimorò lungamente a Messina, non intimorito, né mutato. Alla causa dei vinti fu largo della cospicua ricchezza; tutte le simpatie, che l'alta condizione della famiglia e le sue qualità personali gli avevano procacciato volse a favore del patrio riscatto. Il nuovo Governo, a cui fu tutto, tenendolo nel meritato conto, lo mandò a reggere la Provincia di Trapani, dove all'ufficio diede rincalzo del prestigio onde godeva. Deputato del collegio di Vizzini per la ottava legislatura, al termine di essa fu nominato senatore. Trenta e più anni ci fornirono occasione di apprezzare le doti egregie che in politica e nell’amministrare aveva altrove fatte manifeste: si rivelava, all’udirlo, culto in storia, versato nelle lettere, delle arti belle assai intendente. Il pennello trattato con maestria, le pitture ed altri oggetti d’arte raccolti nella sontuosa sua dimora ne chiarivano la finezza del gusto; le relazioni che l’anno 1865 dettò, quale commissario governativo all'esposizione di Dublino, ne mostrarono la perizia nelle molteplici applicazioni dell’arte alle industrie, nelle quali aveva viva fede campeggerebbe un giorno l'Italia. Soccorrevole ai derelitti, con tenerezza cui nativa generosità aveva dato alimento e domestici lutti accresciuto fervore; fra i concittadini pacificatore di secolari dissidii; eccitatore di civile progresso, il senatore Corrado Arezzo vivendo aggiunse nuovo lustro al vetusto casato, lasciò dopo di sé rimpianto e desideri”.

Saro Distefano
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg