Sanità Scicli 11/11/2014 22:45 Notizia letta: 4340 volte

Posti letto a Modica e Scicli. Riapre chirurgia

I numeri
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Scicli - “Occorre ragionare in maniera differente rispetto al passato. Perché è in atto la spending review, così come prospettata dal Governo nazionale, e quindi il taglio dei posti letto ha messo a repentaglio il mantenimento dei piccoli ospedali. Nonostante tutto, abbiamo lavorato per la creazione della rete ospedaliera siciliana affinché potessero anche essere salvaguardati gli ospedali ragusani e in particolare i piccoli nosocomi di Scicli e Comiso. Allo stesso tempo, abbiamo fatto in modo di considerare gli stessi in una logica sempre più vicina a quella degli ospedali riuniti. In questo senso, la creazione di una rete tra le specialità esistenti nei vari ospedali potrà servire ad eliminare le lunghe liste d’attesa e dovrà essere l’obiettivo verso cui protendere sempre più nel prossimo futuro”. L’on. Orazio Ragusa chiarisce quale l’impegno per gli ospedali riuniti di Modica e Scicli, illustrando i posti letto previsti dalla nuova rete ospedaliera siciliana a cui il mondo sanitario, anche quello locale, dovrà fare riferimento da subito e per i prossimi anni. “Per quanto riguarda Scicli – continua l’on. Ragusa – ci siamo assunti l’onere di fare in modo che la Chirurgia, dopo quanto accaduto nei mesi scorsi, potesse riaprire, perché inserita nella rete ospedaliera siciliana, nonostante quello che potesse pensare anche la direzione generale. E così sarà. Infatti, l’Asp di Ragusa il 17 novembre istruirà la gara d’appalto grazie alla quale saranno installate una porta esterna alla sala operatoria e un’altra che collega l’ala ospitante i degenti e la stessa sala operatoria. In virtù di questi accorgimenti di messa in sicurezza la Chirurgia potrà riaprire in tempi brevi”. Questi, invece, i numeri dei posti letto previsti per il Busacca dalla rete ospedaliera siciliana: Cardiologia 4 posti letto, Chirurgia generale 8 posti ordinari + 2 in day hospital; Riabilitazione 32 ordinari + 2 in day hospital; Lungodegenza 24 posti, Dialisi 10 posti ordinari. Previsti, inoltre, i servizi Radiologia con Tac, Laboratorio analisi e Psichiatria (15 posti letto). Riconfermato, inoltre, il Pronto soccorso da rifunzionalizzare.

Per quanto riguarda il Maggiore di Modica, invece, questi i numeri previsti dalla rete ospedaliera siciliana: Cardiologia 12 posti letto ordinari + 2 in day hospital; Unità coronarica 4 posti letto; Chirurgia generale 16 + 2; Geriatria 18 + 2; Medicina 22 + 2; Nefrologia 16 + 2; Urologia 2 posti letto in day hospital; Oculistica 4 in day hospital; Ortopedia 16 + 2; Ostetricia e Ginecologia 12 + 2; Otorinolaringoiatria 3 in day hospital; Pediatria 7 + 1; Terapia intensiva 6 posti letto ordinari; Dialisi 12; Malattie infettive 12 + 2. Previsti, altresì, i servizi di Cardiologia, Laboratorio analisi, Farmacia, Medicina trasfusionale e, naturalmente, il Pronto soccorso che ha bisogno subito, però, di essere ospitato in locali idonei a potere espletare al meglio le proprie funzioni e, soprattutto, a potere garantire la migliore ospitalità ai pazienti. “Quindi – aggiunge ancora l’on. Ragusa – mentre tutti davano in dirittura d’arrivo il Busacca di Scicli, a Palermo ci siamo adoperati anche per avere la meglio sui menagramo. Il percorso che, però, sempre di più si dovrà fare, ed è opportuno che possa modificarsi la percezione anche da parte della cittadinanza oltre che dei potenziali pazienti del versante orientale dell’area iblea, è quello di considerare le due strutture come facenti parte degli ospedali riuniti Modica-Scicli. Aggiungo di più. L’Asp potrebbe promuovere delle iniziative informative nelle scuole per comunicare i servizi esistenti nelle varie strutture ospedaliere del nostro comprensorio. Attraverso questo sistema, i ragazzi comunicherebbero le novità alle famiglie ma, soprattutto, si creerebbe quella cultura informativa dal punto di vista sanitario che aiuterebbe le nuove generazioni a crescere più consapevoli di ciò che il proprio territorio è in grado di offrire. Inoltre, chiediamo all’Asp di predisporre la nuova pianta organica rispondente al fabbisogno reale dell’intera provincia. Questo vuol dire più medici, più infermieri, più operatori socio-sanitari, più ausiliari. La pianta organica risponde ad una duplice esigenza: momento di servizio per la collettività nonché momento di lavoro”.

Redazione
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