Scicli

Milioni di euro per una serra fantasma

5 denunciati

Scicli - Importante operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Ragusa a tutela della spesa pubblica nazionale. Protagonisti i finanzieri della Tenenza di Pozzallo che nell’ambito dell’operazione, ironicamente denominata “serra fantasma”, hanno fatto emergere un’imponente frode a danno dello Stato per un milione di euro circa.

L’indagine, innescata da una denuncia presentata presso gli uffici dell’ex Procura della Repubblica di Modica, ha per oltre un anno impegnato gli uomini delle fiamme gialle pozzallesi che, dopo articolate e complesse attività investigative, hanno accertato la malversazione ai danni dello Stato, la truffa e la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche a carico di 5 soggetti per i quali è scattata inevitabile la denuncia a piede libero.

I 5 soggetti, coinvolti a vario titolo nella gestione di un finanziamento erogato dall’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Ragusa, dopo aver intascato il denaro necessario alla realizzazione di alcune serre con tecniche innovative in aeroponica, lo hanno abilmente distratto dallo scopo ed impiegato per compiere spese di carattere personale.

Oltre alla denuncia, anche l’emissione delle misura cautelare del sequestro preventivo, a firma del G.I.P. Claudio Maggioni del Tribunale di Ragusa, disposto sui conti correnti bancari personali della società nonché sui beni mobili e immobili di proprietà dei soggetti implicati nella vicenda fino a concorrenza dell’intero importo indebitamente utilizzato.

La società, con sede a Scicli, è impegnata nella fabbricazione di strutture e parti metalliche varie e nel caso di specie aveva ottenuto il finanziamento con apposito progetto presentato sulla scorta del P.O.R. Sicilia 2007-2013.

Sebbene, come da bando, il 50% del finanziamento pari a circa un milione di euro fosse già stato concesso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), le indagini hanno permesso di accertare come gli unici lavori eseguiti, relativamente alle opere ammesse a progetto, consistessero soltanto nel parziale sbancamento e livellamento del terreno ove si sarebbero dovute realizzare le opere.

I numerosi rilievi tecnici, ma soprattutto gli scrupolosi accertamenti bancari, hanno permesso ai finanzieri di ricostruire il flusso di denaro proveniente in parte dall’U.E., dallo Stato e dalla Regione e mai utilizzato per la costruzione delle serre.

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Il denaro pare che sia più volte transitato sui conti correnti intestati ai soggetti implicati nella vicenda con lo scopo di far perdere le tracce e distogliere l’attenzione sulle spese realmente effettuate.

In realtà si tratta di somme di denaro pagate per soggiorni in albergo, viaggi in Italia e all’estero, pranzi raffinati e abbigliamento da boutique, tutte spese personali rigorosamente pagate con i soldi ottenuti dal finanziamento erogato a tutt’altro scopo.

Il finanziamento, erogato nell’ambito del P.O.R. Sicilia 2007-2013, aveva infatti il fine di migliorare l’azienda agricola tramite la realizzazione di impianti di serricultura con tecniche innovative e all’avanguardia che però non sono mai stati realizzati.

Il sequestro ha interessato 5 conti correnti, 7 immobili, 9 automezzi, 14 terreni e quote societarie.

Il settore della Tutela della Spesa pubblica viene continuamente monitorato dalla Guardia di Finanza che, per competenza, professionalità e poteri, riveste un ruolo fondamentale nel presidio dell’integrità dei bilanci dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti Locali, corrispondendo con efficacia alle sempre più forti istanze di legalità ed equità nella gestione delle risorse pubbliche.

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