Economia Ragusa 21/11/2014 09:03 Notizia letta: 9894 volte

Marina di Ragusa. Chiude Alberto, il mago del pesce

Un riferimento
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Ragusa - Un altro pezzo della storia recente di Mazzarelli che chiude. Il ristorante “Alberto il Mago del pesce” ha dato da mangiare cernie e polpi, triglie e spaghetti alle vongole a generazioni di ragusani e turisti.
Gente che poteva permettersi di pagare quattro o cinque volte più della pizza con birra del locale vicino. Ma un punto di riferimento. Alberto era un signore, morto saranno quattro o cinque anni, che aveva aperto quel suo ristorante sul Lungomare Andrea Doria più di mezzo secolo fa. Ristorante che aveva cambiato pochissimo: giusto un paio di volte si erano rinfrescati i muri e cambiato le sedie.
Adesso è chiuso. Non mi interessa sapere cosa sia accaduto, se calo nelle vendite, se libera scelta degli eredi. Certo è che dalla scorsa estate quell’isolato del lungomare più lungo e bello della riviera iblea è ricettacolo di polvere, mozziconi di sigarette e sacchetti di plastica liberi di volare nella provenza. Un giorno (forse nemmeno troppo lontano) al posto del ristorante potrebbe edificarsi una bella palazzina a tre piani con diciotto appartamentini vistamare (questo il destino di un locale ancora più celebre: “La Notte” di Salvatore Adamo) oppure una villa monofamiliare. Utopistico pensare ad un intervento radicale dell’amministrazione comunale che potrebbe acquisire l’area (con quali soldi?) per farne uno spazio verde in riva al mare.
Ma non è troppo lontano dalla realtà poter sperare che un imprenditore del settore faccia del famoso locale mazzariddaro un altro, nuovo e se si vuole con altro nome, ristorante (popolare oppure d’elite conta poco). Anche una struttura ricettiva andrebbe bene, per dare risposta alla crescente (si spera) richiesta di soggiorno turistico lungo la costa iblea, e vicino a quel porto turistico che rappresenta certamente un plus dell’offerta turistica ragusana.
Riutilizzare il sito per dare un seguito alla vicenda di Alberto, sarebbe il modo migliore per ricordare e ringraziare l’imprenditore che credé nelle potenzialità di Marina quando costruì un locale dov’era un selvatico canneto.

Saro Distefano