Siviglia 22/11/2014 21:39 Notizia letta: 4809 volte

I funerali di Cayetana d’Alba, contessa di Modica

Centomila persone l’hanno salutata
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Siviglia - Ieri, giorno 21 novembre 2014, i funerali di Cayetana d’Alba. La salma esposta e composta, subito dopo la morte, nel salone Colón dell’Ayuntamiento di Siviglia ha visto sfilare circa centomila persone. Tante per una città di appena settecentomila anime.

Il feretro nella mattinata di ieri è stato portato a spalla da dipendenti di un’impresa funeraria fino alla cattedrale fra ali di folla in lacrime che batteva, però, festosamente le mani alla maniera flamenca.

Alle esequie erano presenti: per la Corona, l’infanta Elena; Il principe Borbone Due Sicilie con la moglie, il rappresentante del Senato, autorità numerose e varie.

Nella splendida cornice della cattedrale sivigliana, che risultò piccola per contenere la marea di popolo accorsa a salutare per l’ultima volta la donna più amata di Siviglia, officiò il cardinale emerito di Siviglia Carlos Amigo Vallejo. Dopo la benedizione della salma e il rito del congedo, i nipoti la portarono a spalla fino al furgone che attendeva sul sagrato. La cassa era avvolta nella bandiera della Casa d’Alba e nella bandiera spagnola.

Un rito molto composto, che voleva essere privato ma che la gente l’ha trasformato in un vero e proprio bagno di folla.

Siviglia era per l’ultima volta e ancora con lei, con la donna che più di tutte l’aveva rappresentata nel mondo.

Lentamente il furgone attraversò le vie principali della capitale andalusa per dirigersi verso il crematorio.

Le sue ceneri nel pomeriggio di ieri sono state divise in due anforette. Una sarà custodita nella cappella di famiglia, in un borgo alle porte di Madrid. L’altra è stata murata in una parete del santuario del “Cristo de los Gitanos” di cui lei era particolarmente devota.

La sua disposizione vera era di conservare il piccolo contenitore fra gli altri dei confratelli e delle consorelle della Hermandad (Confraternita) indistintamente. È stata proprio la Confraternita, però, a voler stabilire un luogo leggermente più appartato, contrassegnato da una lapide.

Cayetana ormai riposa in pace ai piedi della “Virgen de las angustias” di cui lei era, come tante sivigliane, “camarera” cioè consorella e del suo “Cristo de los Gitanos”.

Una lezione di grande umiltà, l’ultima e indimenticabile.

Da oggi il figlio Carlo ha un anno di tempo per chiedere al Re di Spagna il riconoscimento del suo titolo. Sarà il diciannovesimo duca nella lunga storia del Casato d’Alba.

Sarà, in conseguenza, anche “Conte di Modica”.

Il titolo di “Conte di Modica” fu riconosciuto dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III e da Mussolini, dopo un lungo e tormentoso iter, di cui rimane un interessante carteggio tra l’allora padre di Donna Cayetana e l’ambasciatore d’Italia a Madrid.

Alla morte della madre i figli non avranno alcun motivo per litigare sull’eredità.

Quando volle sposare per la terza volta, Cayetana li convocò davanti a un notaio e divise fra loro i beni come più a lei piaceva.

In effetti, lasciò loro davvero briciole.

Il grosso dell’eredità (che è invece ingente) lei volle affidarlo alla Fondazione Casa d’Alba perché chiunque potesse beneficiarne. La Fondazione è una delle più importanti in Europa e solo una donna come lei poteva avere il coraggio di fare un gesto simile.

Restano i ricordi, tanti. nel cuore della gente.

Ci mancheranno le sue battute spiritose ma sempre care.

Ê entrata comunque nella Storia come da viva era stata una leggenda.

Sicuramente rimarrà nel cuore delle giovani generazioni, che l’hanno particolarmente amata e ammirata, come esempio discreto e fermo d’amore per la vita.

 

Un Uomo Libero.
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