Cronaca Scicli 23/11/2014 16:30 Notizia letta: 17093 volte

Donna inghiottita da sabbie mobili a Donnalucata, salva per un soffio

Minuti di panico
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Scicli - Inghiottita dalle sabbie mobili. E viva per miracolo.

Minuti di panico domenica mattina per una donna medico che aveva deciso di fare una passeggiata lungo la spiaggia di Micenci a Donnnalucata.

La donna non è di Scicli e non conosceva l'orografia del lido, che nella parte iniziale è caratterizzata dalla presenza di una sorgente di acqua dolce, che determina una sorta di fenomeno simile alle "sabbie mobili". In estate il sito è recintato. In inverno non esiste alcun presidio di protezione civile che perimetri e segnali il pericolo.

La donna, ignara del problema, noto da sempre a chi è di Scicli, ha camminato sopra il gorgo delle sabbie mobili, che però in quel momento era invisibile, dato che i marosi ne coprivano il gorgoglio. In pochi secondi la signora è affondata con tutto il corpo fino al collo, come in un film dell’orrore. Nel panico più assoluto, la dottoressa ha iniziato a gridare disperatamente, attirando l'attenzione delle persone che passeggiavano al lungomare. Tutti hanno capito subito cosa era successo. Solo una persona che non conosce i luoghi poteva cadere nella trappola mortale.

Immediato, e provvidenziale, l’intervento degli agenti della polizia municipale, che hanno tirato a forza la donna dal fango della sorgente d’acqua dolce, strappandola a morte sicura per asfissia.

Le sabbie mobili sono in realtà la foce di un fiume carsico sotterraneo che esiste da quando esiste Donnalucata. Il nome stesso “Donnalucata” in arabo vuol dire “fonte delle ore” o “fonte delle stagioni”. Gli arabi notarono infatti che ciclicamente, in alcuni periodi dell’anno, in diversi siti in prossimità della spiaggia, emergeva il fiume sotterraneo che percorre il sottosuolo della borgata, per sgorgare, con la sua acqua dolce, in mare.

Ogni anno, in giugno, il Comune provvede a recintare il sito, per impedire la tentazione, soprattutto dei bambini, di andare a giocare in questo luogo in cui la frescura dell’acqua e la sensazione di affondamento nella sabbia sono motivo di curiosità e divertimento.

La recinzione viene o smontata o divelta dall’azione dei marosi con l’inizio dell’autunno. Ieri mattino nessun presidio di protezione civile segnalava la presenza delle “sabbie mobili”, ragion per cui l’ignara donna ha passeggiato sul cratere di un vulcano di sabbia, che l’ha ghermita, inghiottendola viva.

Un vero shock per la poveretta, che aveva pensato ad una romantica e solitaria passeggiata mattutina, invogliata dai venti gradi centigradi di fine novembre, una vera meraviglia.

A questo punto appare chiaro che il sito deve essere perimetrato e segnalato tutto l’anno, e non solo in estate. Il tappo che aveva ostruito la foce in, determinando un acquitrino, è saltato in settembre, determinando una maggiore velocità dell’ebollizione della foce, più ricca di acqua, con una portata di erogazione al minuto ben maggiore che in passato.

Sarà compito della Protezione Civile comunale correre ai ripari per evitare che la quasi tragedia, la prossima volta, si trasformi in tragedia.