Lettere in redazione Scicli 23/11/2014 00:55 Notizia letta: 3520 volte

Se mangio una chiesa in 3D, fatta di cioccolato

Le previsioni del tempo reale
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Scicli - Gentile Ragusanews,
“L'abito non fa il monaco”.
L'espressione invita a diffidare delle apparenze, non di rado ingannevoli, nel giudicare una persona, evitando quindi di esprimere valutazioni precipitose e superficiali sul conto di qualcuno. Spesso le persone non sono come appaiono a prima vista.
Fonte: wikipedia


Fin da quando ho iniziato questa mia avventura con il computer mi sono sentito ripetere una frase che a volte detestavo che dice "che ci vuole con il computer", come a dire che il computer fa tutto lui.

Oggi, che sono passati più di 30 anni da allora, mi sento più in sintonia con la frase, "se è così facile da fare, perché non lo fai da te”.

Subito dopo essermi diplomato mi sono iscritto all’università, e quando ho abbandonato gli studi sono partito militare.

Proprio durante l’anno del militare ho avuto modo di imparare ad usare il computer; era il 1988 e svolgevo operazioni di editoria, gestione ed inserimento dati nel nucleo elaborazioni dati dove sono stato dislocato grazie agli studi di ingegneria elettronica, che non avevo concluso.

 

Subito dopo la fine del militare ho acquistato il mio primo computer con il quale ho iniziato a lavorare dapprima facendo una serie di lavoretti per editoria, la stampa tipografica e inserimento dati per i censimenti, dopo pochi anni, realizzando spot video, animazioni 3d, per le tv private della zona.

Mai per esigenza di marketing avrei potuto dire ai miei clienti "se è così facile da fare, perché non lo fai da te”. Oggi tutto è cambiato nel mondo dell’informatica e credo che questo motto, di fare le cose da sé, sia confluito nella filosofia dei cosiddetti Maker, ossia "coloro che fanno".


"I maker costituiscono un movimento culturale contemporaneo, che rappresenta un'estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del "fai da te". Tra gli interessi tipici dei maker vi sono realizzazioni di tipo ingegneristico, come apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche, dispositivi per la stampa 3D, e l'uso di apparecchiature a controllo numerico, ma anche attività più convenzionali, come lavorazione del metallo, del legno e dell'artigianato tradizionale. Il movimento si esprime attraverso un evento annuale, la Maker Faire, organizzata dal mensile “Make”. Tenutosi per la prima volta nel 2006, l'evento ha attratto annualmente un pubblico di oltre 65.000 visitatori in America."
Fonte:wikipedia


Sempre l'America del sogno americano, dello zio d'America dei Billy Gates e Steve Jobs, insomma quella grande America che ha ispirato la battuta dallo humor, tutto siciliano, che in America avevano Bush ed in Sicilia nel nostro piccolo avevamo Bushetta.
Forse non tutti sanno che il primo computer è stato italiano, si chiamava “Programma 101” ed era una macchina realizzata dalla Olivetti.


L’idea all’origine della progettazione della "Programma 101", secondo il racconto di Piergiorgio Perotto (il suo inventore), muoveva dalla considerazione che all’epoca della sua uscita, (presentata alla Fiera di New York del 1965 come prototipo) si era completamente estranei al concetto di informatica distribuita, e si riteneva che essa dovesse essere uno strumento più appannaggio di ambienti scientifici che non intesa come un normale strumento di lavoro quotidiano per tutti; la “Programma 101” voleva quindi essere un prodotto di largo consumo, capace di venire incontro alle necessità operative del più alto numero possibile di persone anche non addetti ai lavori. Sono passati 50 anni e stiamo ancora imparando a capire che la macchina senza un operatore competente, senza qualcuno che la guidi, e sappia dove vuole andare, non si sposta di una “virgola”, tanto per citare ancora un prodotto Olivetti.


In effetti, la competenza delle persone che stanno davanti al computer è fondamentale in ogni compito che svolgiamo giornalmente, soprattutto quando siamo con il nostro computer e succedono cose strane e non capiamo cosa sia successo.

 

Gli attacchi informatici dei cosiddetti hacker, i virus, i malware, i furti di identità e di somme di denaro attraverso il sistema informatico sono ormai purtroppo una realtà da non sottovalutare.

 

I sistemi telematici e gestionali sono diventati per i professionisti sempre più un sistema indispensabile per lo svolgimento del proprio lavoro. La formazione dei collaboratori è di primario interesse per chi opera nei settori professionali e la competenza informatica più volte preserva da situazioni catastrofiche. Basta andare in banca o alla posta per rendersi conto che, se l'operatore non è esperto nell'uso del computer le code si allungano e lo stress aumenta. E' necessario avere una certa competenza per usare il computer, allora come ora. Oggi molte persone usano il computer senza avere mai fatto un corso di informatica, questo grazie alla semplificazione delle interfacce utente e all'uso di metafore comunicative che tutti conosciamo e condividiamo, prima fra tutte quella della scrivania dove sono posati i nostri oggetti di lavoro(le icone), ossia il cosiddetto Desktop.


Ma basta un computer per saper fare ed imparare a fare da se? Per la mia esperienza di insegnante di informatica direi di si, infatti è possibile imparare ad usare il computer da soli, ma se qualcuno ci aiuta e ci guida nell’apprendimento dell’informatica il vantaggio è notevole. Anche il computer stesso si può sostituire all’insegnante, come è avvenuto per i robot in fabbrica che hanno sostituito gli operai, oggi è possibile accedere a diversi corsi su internet per l’aggiornamento professionale che vanno sotto il nome di e-learning (termine inglese elettronic-learning che si può tradurre con “imparare attraverso internet”).


In effetti, esiste una branca dell'informatica chiamata Computer Based Training o CBT o Esercitazione attraverso l'uso del computer che studia il modo migliore per poter permettere alle persone di imparare con il computer. I programmi del sistema CBT sono in grado di simulare situazioni ove è richiesto un certo tipo di comportamento che permette alla persona di apprendere ed imparare contenuti nei diversi settori del sapere. I settori che dapprima hanno sperimentato i sistemi CBT sono stati quelli ad uso esclusivo militare, i simulatori di volo sono stati i primi a permettere di imparare a volare prima ancora di farlo. Oggi così come era auspicato dalla "Programma 101", tutti possono usare un computer, e l'informatica di largo consumo mette a disposizione ottimi computer che possono far girare simulatori di diverso genere. Infatti, il settore dei videogiochi e della grafica 3d hanno di certo fatto passi da giganti con rappresentazioni sempre più realistiche della realtà.


Proprio nel settore dei simulatori 3d è in atto una rivoluzione direi silenziosa ma epocale. Il mio amico Bartolo appassionato di fotografia, mi faceva notare come, adesso chi ha la passione per la fotografia, ha la possibilità di acquistare una macchina fotografica dai costi contenuti ed iniziare a fare delle bellissime foto grazie al fatto che è in grado di vedere in anteprima lo scatto attraverso un display, questo grazie al sistema digitale. Quando si usava la pellicola il risultato lo vedevi dopo aver sviluppato la pellicola e poi stampato su carta fotografica. Sulle Macchine fotografiche migliori esisteva un sensore di luce che diceva se la foto era esposta bene, e magari c'era pure un sistema di autofocus, ma il risultato finale lo vedevi solo dopo lo sviluppo e la stampa. Quante volte pensavamo di aver fatto una bellissima foto e poi magari per motivi disparati si rimaneva delusi del risultato. Con la tecnologia di oggi vediamo e scattiamo la foto così come la vediamo nel display, immediatamente pronta.

Nel mondo della grafica 3d sta accadendo qualcosa di simile.

Quando ho iniziato ad utilizzare programmi di grafica 3d nel 1990 con 3d studio per Dos, per poter vedere e simulare un ambiente di un progetto di ingegneria civile, o un modello meccanico con le luci e materiali, era necessario aspettare molto tempo per ottenere l'immagine di rendering. Il tempo di attesa variava a seconda della complessità del modello, della scena e delle impostazioni della luce, con tutta una serie di parametri che non vi sto a raccontare, facevano impazzire. Tutto questo accadeva come nella macchina fotografica a pellicola con tempi di attesa molto lunghi e con tante delusioni dovute ad errori e inesperienza. Il calcolo dell'immagine di rendering veniva svolto dalla CPU (Central Processing Unit, il cervello elettronico del computer). Oggi grazie alla possibilità di avere delle schede grafiche potentissime si è sviluppato, un sistema di rendering basato sulla Gpu (Graphics processing Unit) ovvero i calcoli li svolge la scheda grafica che fa il precalcolo delle mappe portando ad avere una vera e propria rivoluzione sui tempi di rendering.

Infatti, oggi tramite alcuni programmi quali Lumion 3d (https://www.youtube.com/watch?v=tNLSThnmJIk) è possibile vedere sul Monitor come per la macchina fotografica digitale l'immagine di rendering con tutte le simulazioni possibili, luce solare, luce diretta, materiali, riflessioni, agenti atmosferici, animazione. Tutto in tempo reale o realtime come dicono gli inglesi. La simulazione con questo sistema è praticamente pronta ci si può dedicare agli obiettivi comunicativi che erano alla base del progetto, per esempio se ho la facciata di un edificio e voglio vedere l’impatto ambientale nel suo contesto, posso farlo. Oppure voglio vedere simulata la mia villa al mare, l’arredamento di una stanza, il giardino con la piscina. Con l'ausilio di semplici pulsanti posso muovermi nello spazio del progetto da me rappresentato e vederlo come se fossi in presenza. Niente più tempi di attesa per vedere l'immagine di rendering. Certo non proprio tutto è immediato come si possa credere, è necessario un Saper Fare, ma è molto più semplice di prima.
A tal proposito prendo volentieri in prestito il motto dal conterraneo Giovanni Re "Fare, Saper Fare, Fare Sapere" per informare che sono aperte le iscrizioni ai miei corsi di Computer, base per imparare da zero, conseguimento della patente europea, Grafica 2d (Photoshop e CorelDraw), Grafica 3d (3dsmax, photoshop e Lumion3d), Internet e i nuovi media per la comunicazione (cms, siti internet, posta elettronica, posta certificata, firma digitale). Siamo in Via Dante Alighieri 61 – studio grafico.

Ora ci si potrebbe interrogare se basta avere una buona macchina fotografica per essere un buon fotografo, oppure se basta avere una buona cinepresa per essere un bravo regista, oppure, buttiamola lì, avere una buona penna per essere un bravo scrittore. L'abito fa il monaco?

Il Saper Fare è il frutto della competenza che si può apprendere anche attraverso l'uso del computer, ma soprattutto attraverso anni di studio ed esperienza. Internet è uno strumento di divulgazione molto potente, che attraverso il computer comunica costantemente informazioni che inquadrate in un percorso di conoscenza possono diventare competenza e saper fare.

Il saper fare che era in mostra dal 3 al 5 di ottobre 2014 a Roma ove si è svolta la fiera "Maker Faire" versione europea della Maker Faire americana. Quest’anno sono stati circa 90 mila i visitatori, e personalmente ho partecipato alla Maker Faire sia come visitatore che espositore, grazie all'invito del market place "Maketank" ( www.maketank.com ) un sito di e-commerce che ospita su internet le statuette di Barocco3d.

La Sig.ra Laura De Benedetto mi ha ospitato nello stand del suo staff, che ringrazio, permettendomi di esporre insieme ad altri artigiani digitali le statuette barocche in ceramite, resina e cioccolato di modica ( www.barocco3d.it - www.barocco3d.com ) (vedi foto) che sono state accolte con grande interesse del pubblico che ha riconosciuto i Luoghi di Montalbano.

Un grazie al patrocinio gratuito dato dal Comune di Scicli, che ha permesso di accostare alle statuette barocche il logo del comune.

In questi 3 giorni passati al Maker Faire ho potuto conoscere di persona altri artigiani digitali che con le loro idee e le loro opere hanno reso lo stand una piccola vetrina del Saper Fare che in Italia esiste e si rinnova, sottolineo siamo più di 100 gli artigiani digitali coinvolti dal sito Maketank.

Dalla Lampada a forma di sfoglia napoletana, alle creazioni di gioielli attraverso un algoritmo matematico, alle forchette pensate per rubare il cibo dal piatto del vicino, le idee originali e non, davano spettacolo. Sono stati 3 giorni intensi, di continue relazioni e scambi di idee, con persone che avevano interessi comuni e non e che hanno sicuramente lasciato in me molte nuove idee. La quantità di persone che erano venute da tutta Europa e da tutto il mondo a popolare gli stand dimostrano quanto fermento e voglia di fare esprima il movimento dei maker. E’ stato come avere un binocolo che ti permette di vedere nel futuro prossimo. Non ultimo ho avuto modo di conoscere altre realtà provenienti dalla Sicilia come gli amici del 3ditaly di Ragusa, del Fablab di Palermo, della Roland Italia, della Boschi forniture grafiche di Palermo. Tutte persone che spero di incontrare nuovamente, magari per una prossima avventura, tipo una “Maker Faire” in terra Siciliana.

Un saluto agli amici romani Flavio e Mauro e al clan delle cugine.

Nelle foto, chiesa di cioccolato, e band dei robot musicisti. 

Mariano Zisa
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