Attualità Donnalucata 26/11/2014 00:50 Notizia letta: 3787 volte

Recintate le sabbie mobili

Pericolo scampato
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Scicli - Sabbie mobili, il giorno dopo sono apparsi i cartelli e il recinto, a delimitare il pericolo.
Dopo la terribile esperienza della dottoressa analista che domenica mattina, durante una rilassante passeggiata in spiaggia, è sprofondata dentro un gorgo che l’ha avvinta sino a risucchiarla, il Comune è corso ai ripari, segnalando l’esistenza di due sorgenti di acque dolci e recintandole con una costruzione in legno.
La donna è viva per miracolo. Non pensava che percorrendo quel tratto di spiaggia, privo di presidi di protezione civile, potesse finire annegata nella sabbia. Salvata da alcuni passanti, e dallo stesso marito, che si trovava al lungomare, la cinquantenne ha poi chiamato i vigili urbani per chiedere conto e ragione della mancata precauzione di protezione civile.
Poche ore sono bastate perché il sito venisse messo in sicurezza con urgenza. Il fatto nuovo è che alla foce tradizionale se ne è affiancata una nuova, piccola, e più insidiosa. Il fiume carsico sotterraneo che da secoli attraversa la borgata, oggetto degli studi del professor Aurelio Aureli, ordinario di geologia applicata, ha trovato una nuova foce a tre metri dalla precedente. Qui la donna medico è caduta domenica mattina rovinando dentro il pozzo naturale di sabbie mobili.
La notizia ha scosso tutti a Scicli. Un testimone oculare riflette: “E se fosse successo a un bambino?” Sino ad oggi il sito è stato perimetrato solo in estate. Dall’autunno in poi si è pensato che non fosse pericoloso per quanti fruissero della spiaggia in questo tratto sabbioso limaccioso, infido e molle.
Ma la vicenda di domenica insegna che non può essere sottovalutato il rischio che si corre quando la stagione estiva è terminata.
La ringhiera di canne costruita con grande velocità domenica potrebbe essere spazzata via da una mareggiata e comunque deve essere tenuta d’occhio. Più complesso il problema della captazione a monte del fiume carsico, che spesso affiora nei garage delle case di via Lido e via Arezzo, creando piscine naturali che i residenti devono prosciugare con le idrovore.
Altro aspetto, sottovalutato in estate, il sito è fonte di grande attrazione per i bambini e i loro genitori, dato che l’acqua dolce che sgorga dalla foce è fredda e tonifica sotto la calura estiva.
Peccato che le analisi dell’Arpa, e dell’Asp, abbiano sempre rilevato una presenza di coliformi fecali, in misura minima, ma sempre bastevole a determinare un voto di sufficienza per la spiaggia di Micenci, la spiaggia donnalucatese prediletta dagli sciclitani. Spiaggia che negli ultimi tre anni ha subito un progressivo deterioramento per colpa del fiume carsico e degli fabbricati edili che puntellano la sua sabbia.
Ma questa è una’altra storia.

Redazione