Scuola Scicli 28/11/2014 20:28 Notizia letta: 3322 volte

Gli studenti delle scuole di Scicli contro la violenza sulle donne

Nel ricordo di Franca Rame
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/28-11-2014/1417203040-0-gli-studenti-delle-scuole-di-scicli-contro-la-violenza-sulle-donne.jpg&size=675x500c0

Scicli - Scicli è un tappeto di rosso, un tappeto volante, che dalle magliette degli studenti, dalle loro menti fresche e potenti, ascende al cielo delle idealità negate da una storia secolare, che ha mortificato la sposa, la madre, la figlia, la fanciulla guardata da lontano, che quello sguardo maschile non ricambiava, e quella che un giorno, nel crocevia esistenziale, ha deciso di esercitare la sua libertà umana di voltare gli occhi altrove.
È la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e gli studenti di Scicli si riversano sulle strade della città, le allagano felicemente in un corteo che lega le loro specificità nella rivendicazione della parola libertà. Libertà d’essere e d’apparire, di pensare e di muoversi.
Hanno aderito tutte le scuole sciclitane, le medie e le superiori, al progetto “Diversi? Che emozione!”, promosso dal Centro Servizi Donne. Hanno sviluppato le tappe culturali e formative dell’iniziativa nei propri istituti, durante le scorse settimane, e per questo 25 novembre si ritrovano tutti insieme, a condividere conclusioni e domande, a confrontarsi coi prof. e i dirigenti scolastici, con le autorità cittadine e col capo della Squadra Mobile Antonino Ciavola, chiamati a rappresentare quelle istituzioni e quella garanzia alla sicurezza personale, che a milioni di donne devono essere sembrate tanto lontane, tanto da non potere costituire una possibilità di salvezza, nell’ora buia della violenza subita.
Dal centro storico il corteo rosso raggiunge il Geodetico, dove ha inizio una lunga sessione di lavori. E siccome l’arte raggiunge cuori e teste più efficacemente di mille discorsi, l’ouverture è affidata alla rappresentazione “Violence”, dedotta dal racconto di Franca Rame e curata, nel suo adattamento per le scuole, dalla Compagnia Teatro Danza 3 Quinte.
La performance non si offre come vetrina di lividi. Gli studenti e le studentesse non cantano querulo vittimismo. Si alternano sulla scena a denunciare il dolore, testimoniato tangibile dai volti di molte vittime che hanno accompagnato la mattinata, ma anche lo slancio alla rivendicazione dei cieli dei diritti negati, spesso da uomini interni al proprio cosmo affettivo.
“Chi ama non uccide”: al centro del palazzetto un lenzuolo bianco ospita ancora in rosso uno slogan la cui semplice verità vale la pena di ribadire, al quale fanno da controcanto tutti gli striscioni, i manifesti, che sintetizzano settimane di impegno e riflessione. Fondamentali i nuclei caldi sui quali s’è concentrato il progetto indetto dal Centro Servizi Donne, presieduto da Romina Licciardi, presente alla manifestazione di Scicli: l’analisi del concetto di identità di genere, la ricostruzione delle origini storiche della violenza degli uomini contro le donne, lo studio critico delle civiltà matriarcali e dei valori del femminismo, della conquista dei diritti politici e sociali da parte delle donne, a partire dal Novecento, nella cosiddetta rivoluzione “Gentile”. Si sono esaminate anche le principali tipologie di violenza, allargando quindi lo sguardo alla figura femminile nell’occhio mediatico, al sessismo linguistico.
Una ragazza canta “Gli uomini non cambiano”, concedendo voce alla figura struggente di Mia Martini, a una visione che lascia speranza di rivoluzione solo agli uomini innamorati. Gli studenti lo sanno, che il viaggio verso la conquista dei diritti non è ancora finito, per l’altra metà del cielo, che molto deve essere fatto, e in tutti i mondi primi e ultimi, perché si parli di autonomia e libertà della donna. Ma sanno pure che la vera carta da giocare resta – banalmente ma profondamente – sempre l’amore vero.

La Sicilia

Elisa Mandarà