Cronaca Santa Croce Camerina 29/11/2014 22:04 Notizia letta: 10538 volte

Andrea Loris, un buco di 4 ore

Non si può morire così
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Santa Croce Camerina - Santa Croce Camerina è un paese sotto choc, sconvolto dall'immane tragedia, ma che esprime la propria solidarietà con un rispettoso silenzio. Spezzato dalle urla strazianti dei familiari del bambino di 8 anni trovato morto, riverso su un canalone in cemento vicino a un vecchio mulino abbandonato. La madre, 25 anni, casalinga, sotto choc è sorretta da una cognata. Ma anche il nonno. Le due donne si allontanano prima che il buio le aggredisca ancora di più, e per abbracciare il fratellino di pochi mesi che il piccolo lascia. Solo una voce anonima si alza dal canneto che circonda la zona: "non si può morire così". Ma è un attimo, solo un istante. Poi torna il silenzio. Tutti ricordano il piccolo come un bambino vivace, che soffriva dell'assenza del padre, autotrasportatore che lavora nel Nord Italia. Voleva stargli vicino. E per questo, alcune, anche se poche, volte, si sarebbe assentato da scuola, ma, conferma una sua zia paterna, "lo abbiamo sempre trovato nella stessa zona alcune ore dopo". Ma era un alunno che frequentava la scuola con regolarità. A trovare il suo corpo è stato un cacciatore, Orazio Fidone, che era uscito di casa, sollecitato dalla moglie, a mettersi alla ricerca del bambino.

"Ero seduto sul divano davanti la televisione - racconta - e mia moglie mi ha chiesto di organizzarmi con altri cacciatori per cercare il bambino. E cosi ho fatto. Mi sono diretto da solo, in attesa di coinvolgere altre persone, d'istinto, verso la zona del Vecchio mulino. Mi sono affacciato su un canalone tra le canne - ricostruisce ancora emotivamente provato Orazio Fidone - e ho visto il corpo del bimbo esamine. Ho gridato prima a squarciagola e poi ho telefonato ai carabinieri: erano le 16:55. Nel frattempo è arrivata un' auto della polizia". "Se avessi potuto dargli la mia vita - dice, affranto - lo avrei fatto". Ex colonia siracusana di Kamarina, fondata nel 598 avanti Cristo e costruita sui colli antistanti il porto alla foce dell'Ippari, Santa Croce Camerina è un paese con 10mila abitanti, tranquillo. Salito agli onori della cronaca perché sul suo territorio, a Punta Secca, c'è la casa 'televisiva' del commissario Salvo Montalbano, che è a circa tre chilometri dal luogo del ritrovamento del corpo del piccolo. "La morte di un bambino sconvolge sempre una città - osserva il sindaco, Franca Iurato - l'intero paese si era mobilitato per trovarlo: la gente è scesa in strada e ha dato una mano nelle ricerche. E la notizia del ritrovamento del suo cadavere ci sconvolge e ci rende tristi. Sono vicina al dolore della famiglia". Il parroco del paese, don Angelo Strada, auspica che sulla vicenda "ci sia il più assoluto silenzio". "Niente - spiega - ha più importanza dopo questa brutta notizia: un bambino è morto, la comunità è angosciata per questa perdita e ci uniamo al dolore dei genitori".

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