Attualità Modica 30/11/2014 15:15 Notizia letta: 2363 volte

I due bulli dovranno lavorare gomito a gomito

La punizione
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/30-11-2014/i-due-bulli-dovranno-lavorare-gomito-a-gomito-500.jpg

Modica - Quando non tutti i mali vengono per nuocere. Certo, sarebbe meglio che non fosse mai avvenuta una lite a scuola tra due studenti, ma è positivo che da questa brutta faccenda i ragazzi protagonisti dell’episodio ne possano trarre un insegnamento di vita.
È in questo che si trasforma il provvedimento disciplinare deciso venerdì pomeriggio dal Consiglio di classe dell’istituto di istruzione superiore “Giovanni Verga” di Modica a seguito di una lite sfociata in una scazzottata lo scorso lunedì mattina nel cortile della scuola tra uno studente modicano e uno tunisino negli ultimi minuti dell’intervallo.
I due ragazzi dovranno lavorare fianco a fianco per conoscersi meglio e imparare a tollerarsi. La decisione è stata assunta dal corpo docente e dal dirigente scolastico, prof. Alberto Moltisanti, con la piena partecipazione delle famiglie dei due giovani.
Queste erano già state contattate in momenti diversi dalla scuola subito dopo il fattaccio. Se prima sembra che entrambe concordassero su un sonoro richiamo ai propri figli per quanto accaduto, il giorno dopo prima il padre e poi il fratello del giovane tunisino si sarebbero presentati a scuola per chiedere al personale scolastico, con toni accesi, di potere accedere ai dati dello studente modicano. Calmati gli animi, alla fine anche loro hanno compreso la valenza di un provvedimento disciplinare con fine educativo.
Oltre alla cooperazione tra i due studenti in qualche lavoretto di cui beneficerà l’intera collettività scolastica, come potrebbe essere il ripulire il cortile dalle cartacce o i muri dalle scritte, ci sarà un provvedimento personalizzato.
In particolare, lo studente tunisino dovrà svolgere attività di volontariato in una delle associazioni che operano nel territorio di Modica. Nei prossimi giorni sarà lo stesso istituto scolastico a contattarne diverse per varare la loro disponibilità a seconda anche delle propensioni del ragazzo e del fine educativo alla base di questo provvedimento.
La ricostruzione dei fatti ha evidenziato, infatti, qualche responsabilità in più in capo allo studente straniero che alle frasi a lui rivolte, talune pare ironiche, avrebbe reagito passando alle mani.
Entrambi i giovani saranno guidati nella rielaborazione dell’accaduto, perché prendano consapevolezza della gravità dei fatti e dell’errato comportamento assunto a scuola. D’accordo anche i familiari. La scuola la definisce, infatti, “un’alleanza educativa con le famiglie” che – ne sono certi il dirigente scolastico e i professori – darà presto i frutti sperati.
Il dirigente scolastico prof. Moltisanti ha sottolineato come una sospensione dalle lezioni non avrebbe avuto lo stesso fine educativo di questa “punizione”. “La scuola non deve avere oggi una funzione punitiva – commenta -. I ragazzi devono responsabilizzarsi comprendendo le loro azioni. E, per questo, saranno guidati nella rielaborazione della vicenda. Sono personalmente convinto – conclude - e lo è anche l’intero corpo docente dell’istituto di istruzione secondaria che dirigo, che la scuola debba avere una funzione educativa pregnante anche quando è chiamata a “punire” i suoi alunni”.
La cooperazione tra loro, aiuterà gli studenti protagonisti di questa vicenda ad affacciarsi in maniera più responsabile e matura al mondo fuori dalla scuola. Non si conteranno neppure le volte in cui si troveranno accanto persone con cui non vanno d’accordo, ma saranno sempre chiamati ad assumere un atteggiamento di tolleranza e di rispetto.

Valentina Raffa
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg