Cronaca Santa Croce Camerina 02/12/2014 19:46 Notizia letta: 12482 volte

Corriere: nelle immagini delle telecamere Andrea non c’è mai

La rivelazione dell’inviato Antonio Castaldo
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Santa Croce Camerina - L'inviato del Corriere della Sera, Antonio Castaldo, ha rivelato che dalle immagini televisive delle 40 telecamere di videosorveglianza di Santa Croce, si vede la mamma di Andrea, col fratellino più piccolo, ma mai il figlio Andrea.

"Un bambino invisibile". 

"Santa Croce Camerina è una città infarcita di telecamere, ce ne sono ben 40 disseminate nel piccolo territorio comunale grazie a un progetto europeo sulla sicurezza, senza contare quelle di negozi e banche. Eppure nelle riprese da tre giorni passate al setaccio, frame dopo frame, dagli investigatori, il volto o quanto meno la sagoma del bambino non appare mai. C’è la madre, Veronica, 25 anni, che dichiara di averlo visto l’ultima volta alle 8.30 di sabato mattina, quando lo ha accompagnato a scuola. E in qualche immagine fa capolino anche il fratellino di quattro anni, che la donna ha accompagnato in una ludoteca nella stessa mattinata. Ma di Loris nessuna traccia. Almeno, nessuna traccia visibile", scrive l'inviato del Corriere. 

La mamma di Andrea ascoltata in Questura

La mamma del piccolo Loris Stival, Veronica Panarello, è stata in questura a Ragusa per essere nuovamente ascoltata come persona informata sui fatti.

La donna ha lasciato i locali di via Ducezio alle 21. 

Secondo quando si apprende, gli investigatori di polizia e carabinieri starebbero cercando di chiarire alcuni aspetti del racconto fatto dalla donna dopo il ritrovamento del corpo di Loris. Oggi i genitori di Loris Stival si erano recati nella zona del ritrovamento del corpo del figlio. Accompagnati da alcuni familiari avevano deposto due mazzi di fiori sotto il nastro che delimita l’area sottoposta a sequestrato, che non è stato possibile neppure per loro superare. La mamma del bambino ha abbracciato a sé un peluche di riccio, che qualcuno aveva portato lì, e poi lo ha rimesso a posto. Quando i giornalisti hanno tentato di avvicinarli ci sono stati momenti di tensione
 

Accertato l'orario della morte del bambino: è avvenuta fra le 10 e le 10,30 del mattino di sabato. 

Testimoni riferiscono di una seconda auto bianca vicino al luogo del ritrovamento.

Orazio Fidone, il cacciatore che tre giorni fa ha scoperto il corpo di Loris Stival, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del bambino. L'atto disposto dalla Procura è dovuto per eseguire un esame tecnico irripetibile: accertamenti su due vetture e vestiti dell'uomo. Il fascicolo aperto dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota ipotizza i reati di sequestro di persona e omicidio. Gli esami, affidati alla polizia scientifica, dovranno essere compiuti su due auto dell'uomo e sui suoi vestiti, che sono stati sequestrati ieri da Squadra Mobile e Carabinieri. L'iscrizione nel registro degli indagati, è stato sottolineato, è un atto tecnico dovuto per eseguire un accertamento irripetibile, a tutela della persona indagata che potrà così, se vorrà, nominare un legale e un perito di parte.

Gli investigatori che hanno indagato su Yara Gambirasio a Santa Croce

Una vera e propria 'task forcè di circa 10 investigatori dello Sco (Servizio Centrale Operativo) della Polizia di Stato diretto da Raffaele Grassi è stata inviata in missione a Ragusa per indagare sull'omicidio del piccolo Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato morto nelle campagne di Santa Croce Camerina, nel ragusano.
A quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate, si tratta della stessa squadra che fu inviata a Brindisi per l'attentato alla scuola Morvillo-Falcone, nel quale perse la vita Melissa Bassi.

Il team altamente specializzato ha indagato anche sul caso di Yara Gambirasio, il cui corpo fu trovatol 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola, a pochi chilometri da Brembate di Sopra, il paesino della bergamasca dove la tredicenne abitava con la sua famiglia. È ancora la stessa équipe che fu messa in campo anche per far luce sulla vicenda del piccolo Tommy Onofri, il bambino rapito ed ucciso a Casalbaroncolo, in provincia di Parma, il 2 marzo 2006.

I "segugi" dello Sco, specializzati in omicidi efferati o seriali, lavorano in stretta sinergia con la Squadra Mobile di Ragusa. Secondo quando riferiscono le stesse fonti, da Catania è stata inviata anche una équipe della Polizia Scientifica, con esperti di genetica forense.

Redazione