Cronaca Santa Croce Camerina

Indagato per omicidio il cacciatore Orazio Fidone

"Forse il bambino è stato violentato"
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Santa Croce Camerina - Colpo di scena nelle indagini sull'omicidio del piccolo Loris Stival. Un paio di slip blu per bambini con la scritta 'cool skater boy' con disegnato un cucciolo di lupo, sono stati trovati davanti alla scuola di Loris.

Secondo alcune indiscrezioni, il bimbo era senza slip al momento del ritrovamento.

«Per caratteristiche e natura» gli slip trovati davanti alla scuola di Santa Croce Camerina «potrebbero essere quelli» del bambino. Lo ha detto il dirigente della Polizia scientifica della Sicilia orientale, Giuseppina Neri, sottolineando che il bambino «era vestito, con i pantaloni slacciati e senza slip». 

Un'animatrice che lavora in un campo scuola privato, Loredana Bizzini, ha notato l'indumento intimo a terra, sul marciapiede, ed ha avvisato polizia e carabinieri che sono sul posto.

Intanto, Orazio Fidone si confida a Il Giornale: «Come vuole che mi senta? Mi sento come uno che per 4 ore è stato sospettato di essere un mostro. Ma io voglio solo collaborare con la giustizia. Trovare l'assassino di Andrea Loris sta a cuore a me, esattamente come sta a cuore a tutti.

Chi ha ammazzato un innocente deve essere trovato subito e punito senza pietà». 

Fidone conosce la famiglia del bimbo, piange e dice: Quando ho visto quel corpicino mi si è raggelato il sangue. Temo sia stato violentato. Se avessi potuto dargli la mia vita lo avrei fatto». E ancora: «Rifarei quello che ho fatto non una, ma cento volte. Non mi pento di essermi alzato dalla poltrona e di essere andato a cercarlo - aggiunge - anzi, mi meraviglio di come qualcun altro non abbia pensato a quel posto». Dichiarazioni un po' sopra le righe per un semplice volontario impegnato nelle ricerche. Intanto tutta l'area adiacente al luogo del «vecchio mulino» viene isolata. Di ieri la notizia che anche l'auto di Fidone è stata sequestrata. «Atto dovuto», minimizzano gli inquirenti. Ma ieri il signor Orazio e la sua famiglia hanno trascorso momenti di inferno. Bruciati dalle fiamme del dubbio. Con Fidone tormentato da ore di domande.

Un botta e risposta, con attimi drammatici, che il Giornale è in grado di ricostruire nei suoi momenti-chiave. «Scusi, signor Fidone, ma come faceva a sapere che il cadavere di Andrea Loris era nascosto proprio nel luogo in cui lei lo ha trovato? Come ha fatto ad andare a colpo sicuro?» gli ha chiesto il pm Marco Rota. Orazio ha risposto: «L'ho cercato in quel posto perché pensavo che era una zona dove nessuno sarebbe andato».

«Ma perché ci è andato proprio lei?», hanno ribattuto gli inquirenti. E il cacciatore: «Mi sono diretto lì d'istinto». Come sarebbe a dire «d'istinto»? «È una zona conosciuta per la caccia, che frequento spesso...». Gli investigatori sono dubbiosi, lo incalzano. Fidone cerca di riordinare le idee: «Lì c'è un vecchio mulino in disuso, un canalone tra le canne con pochi centimetri di acqua. Pochi metri sopra c'è una specie di ponticello. Mi sono affacciato e ho visto il corpo supino». Ma perché Orazio si è «affacciato» proprio da quel ponticello? Lui replica: «Non lo so...». Forse anche per questo la Procura ha deciso di sequestrargli l'auto con cui è andato sul posto dove giaceva il cadavere. E perché si sequestra un auto? Per verificare se all'interno ci siano tracce «significative». E, in questo caso, le tracce «significative» sarebbero quelle del povero Andrea o di qualcosa che comunque riconduca a lui. Oggi la moglie e la figlia del signor Fidone sono come due leonesse che difendono il proprio cucciolo, un cucciolo di nome Orazio. Ruggiscono contro i giornalisti: «Ha chiarito la sua posizione. Vuol collaborare con la giustizia. Siamo tutti sereni. Lasciateci in pace». 

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