Cultura Siracusa 05/12/2014 19:52 Notizia letta: 2797 volte

I d'apres di Carmelo Candiano a Siracusa

Alla galleria Quadrifoglio
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Siracusa - Contempla il recupero della fisicità semplice delle cose e pure il colloquio alto con la grande tradizione la silloge che oggi Carmelo Candiano ci consegna. L’artista, esponente storico del Gruppo di Scicli, tra i suoi fondatori, ha inaugurato venerdì 5 una sua personale, ospitata dalla Galleria Quadrifoglio di Siracusa, su invito del direttore del sito espositivo Mario Cucè.
Conosciuto quale eccellenza iblea nel campo della scultura, l’artista di Scicli affianca da sempre, come noto, a quest’arte la pittura; l’esposizione presso il Quadrifoglio sintetizza il duplice versante della creatività di Candiano, che a Siracusa, città della sua prima formazione artistica, porta circa venti opere, pittoriche e scultore.
Nel cosmo pittorico di Carmelo Candiano, condotto con l’olio e, in qualche opera, con l’acquerello, si stagliano quali coordinate di accesso il personale sviluppo, formale e ideale, di Michelangelo, Caravaggio, Antonello da Messina, nei pregevoli d’après, che Candiano nutre di fantasia creativa e originalità di timbro, quindi il fulgore sontuoso dell’anemone rosso, la raffinata contiguità tonale dei pochi colori impiegati nella ciotola con frutta, la vis definitoria della pennellata che scommette sui valori plastici degli oggetti del mondo, imboccata dall’artista, che sa, al contempo, soffondere d’una polvere nebulosa poetica le sue nature morte. Arrecando al genere un soffio di vitalità nuova, in dialogo pure con la vocazione prima di Candiano alla scultura.
La sicura qualità pittorica dei lavori, enfatizzata dalla serena leggibilità dei contenuti, si risolve infatti anche come indagine su spazi e volumi, se è vero, come affermava Braque, che la natura morta, per Candiano zona franca tra rappresentazione del vero e sua significazione simbolica, offre uno spazio tattile, una realtà che può essere manipolata.
Questo medesimo trasporto verso un genere la cui fecondità corre dall’epoca ellenistica alle ricerche novecentesche della Pop Art, dell’Azionismo, dell’Arte Povera, Carmelo Candiano imprime alle sue sculture, che da un lato testimoniano la sua insolubile liaison col sostrato mediterraneo – lo dice già la scelta dei materiali, la pietra pece, l’arenaria, la graniglia – con le sue temperature fisiche e culturali, dall’altro più manifestamente danno voce alla sua capacità di astrattizzare, di stilizzare, di dire la poesia segreta e delicata del visibile.

Da La Sicilia

Foto ritratto di Gianni Mania

Elisa Mandarà
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