Attualità Ragusa 09/12/2014 16:54 Notizia letta: 4083 volte

Il softair in provincia di Ragusa

43 iscritti
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Ragusa - L'Associazione Sportiva Dilettantistica “Legione Iblea Motuka” è nata nel 1994 e ha raggiunto nel corso degli anni dimensioni ragguardevoli, fino ad arrivare agli attuali 43 iscritti. Oltre a crescere nel numero degli associati, la Legione Iblea ha conosciuto un notevole sviluppo nella qualità del gioco e nei rapporti con altri club a livello nazionale, arrivando a essere costantemente invitata a partecipare a tornei di medio/alto livello in giro per l’Italia (ad es. Liguria, Sardegna, Veneto).
Sempre amichevole il rapporto con gli abitanti delle zone limitrofe ai campi di gioco e con le Forze dell’Ordine: vengono sempre avvertiti in occasione degli eventi più importanti, mentre sanno già delle nostre giocate domenicali.
Oltre ad affinare le tecniche e le tattiche di gioco, le competenze (ad es. cartografia, navigazione notturna, bivacco ecc.) e l’affiatamento tra gli atleti, la Legione Iblea promuove e incoraggia il softair quale sport per tutti, inteso come un modo per conoscere e rispettare la natura e per passare qualche ora in compagnia di amici, immersi nella splendida campagna modicana.

LA GARA: DEEP RECON 6 – OPERAZIONE CRUSHING THE SNAKE
La gara organizzata dalla Legione Iblea con il supporto di altri club (KKC, Compagnia Fox, Jackals, Ultimo Clan, Black Lotus e Skulls), arrivata alla sesta edizione, rientra nella categoria delle MILSIM, ovvero una simulazione dove, al gioco e alla tecnica, si aggiunge l’immedesimazione e l’interpretazione di un ruolo. Nelle MILSIM non ci sono vincitori, classifiche o coppe: al team viene assegnata una missione, che può essere portata a termine o meno.
Nelle MILSIM l’aspetto scenografico e della “cornice” è fondamentale: viene infatti creata una storia, all’interno della quale ciascun atleta recita il proprio ruolo e il finale non è predeterminato. Viene ricreata la giusta ambientazione in termini di abbigliamento e di manufatti e soprattutto, oltre alle regole generali di buonsenso e del softair, ve ne sono pochissime altre: in sostanza è tutto consentito tranne ciò che è esplicitamente vietato.
La trama di base prevedeva l’invio, da parte del JSOC americano, di una pattuglia recon in un paese dei Balcani, al fine di verificare eventuale attività ostile da parte di un movimento terrorista. Il compito degli operatori era quello di ottenere quante più informazioni possibili in termini di fotografie, appunti, coordinate GPS ecc., evitando qualsiasi contatto con le pattuglie ostili. Per fare un esempio di libertà interpretativa della missione, una squadra è entrata in un campo base camuffata da medici di una ONG (quindi indossando camici e mascherine), al fine di ispezionare l’area per eventuali problemi sanitari: in questo modo hanno perlustrato la zona di loro interesse senza destrare alcun sospetto al Quartier Generale nemico.
Per dare alcuni numeri della Deep Recon 6:
 24H di gioco ininterrotto;
 11 club partecipanti: Tactical Team (Como), Compagnia Easy (Roma), US Navy Seals,
Black Stones, Falcon recon team, Vedove nere, Black Lotus, Wolflings, Diavoli dell’Etna,
Jackasl, 17^ RAF;
 Più di 150 atleti impegnati sul campo;
 Oltre 6 kmq da esplorare;
 Oltre 3 mesi di organizzazione.

Redazione