Cronaca Ragusa 09/12/2014 17:14 Notizia letta: 11331 volte

Prelevato il Dna di Veronica. Trasferita in carcere a Catania

E' stata interrogata di nuovo
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Ragusa - Esperti della Polizia Scientifica stanno eseguendo un prelievo del Dna di Veronica Panarello, la madre di Loris, per fare dei confronti comparativi con altri campioni isolati durante le indagini. La donna, a conclusione di tutte le attività in corso nella Questura di Ragusa, sarà trasferita nel carcere di Piazza Lanza a Catania.

L'interrogatorio di cinque ore

E' terminato dopo cinque ore l'interrogatorio della madre di Loris, Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Non ha ammesso alcuna responsabilità dell'omicidio, ribadendo la sua versione dei fatti.  

Dopo l'iniziale rifiuto, Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival fermata la scorsa notte con l'accusa di aver ucciso il figlio, ha cominciato a rispondere alle domande del procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota. In questura era presente il difensore della donna, l'avvocato Francesco Villardita: era il primo interrogatorio a cui la mamma di Loris veniva sottoposta in veste di indagata dopo essere stata fermata ieri sera. Guardata a vista durante la notte in Questura a Ragusa, non ha chiuso occhio secondo quanto riferiscono fonti vicine agli inquirenti. "Non l'ho ucciso io, lui era il mio bambino": e' questa, secondo fonti vicine agli inquirenti, la frase che Veronica Panarello ha ripetuto continuamente ieri sera durante il lungo interrogatorio in Procura.

Dopo il nuovo interrogatorio davanti ai Pm, la mamma di Loris sara' sentita anche dal Gip, che dovra' decidere se convalidare il fermo ed emettere ordinanza di custodia cautelare nei confronti della mamma di Loris. "La mia assistita e' stata indagata mediaticamente quando non era indagata, adesso spero non venga condannata mediaticamente prima ancora del processo", ha detto l'avvocato Villardita, arrivando in questura. Veronica Panarello e' stata destinata al carcere di Piazza Lanza a Catania. La casa circondariale di Ragusa, infatti, non ha una sezione femminile.

Le reazioni del web - Come in altri casi di cronaca nera, anche l'omicidio del piccolo Loris suscita sul web ondate di odio nei confronti del presunto colpevole, condannato on line con superficialita' e noncuranza, sull'onda dell'emotivita'. La madre, Veronica Panarello, fermata con l'accusa di omicidio e di occultamento di cadavere e la cui posizione deve passare ancora al vaglio del Gip, e' stata letteralmente coperta di insulti sul web, in un linciaggio telematico che corre sui social network: si va dal "come si fa ad uccidere sangue del tuo sangue" al "devi morire", al forcaiolo "ci vuole la pena di morte". Sconcerto di Santa Croce Camerina: "E' davvero incredibile come puo' una madre uccidere cosi' un figlio. Se fosse stata veramente lei e' da sottoporre a perizia psichiatrica immediatamente", ha detto Laura, la madre di un bambino che era compagno di Loris nella scuola elementare "Falcone e Borsellino".

Chi l'ha visto? trova una fascetta

"Chi l'ha visto" trova fascetta dove giaceva corpo - "Intorno alle 13.30, l'inviato di 'Chi l'ha visto?' Paolo Fattori ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, accanto ai fiori deposti in questi giorni". Lo comunica una nota della trasmissione televisiva di Raitre, in cui si specifica che Fattori "ha avvisato subito i carabinieri presenti che, pochi minuti dopo, hanno trovato un'altra fascetta nera poco distante, nei pressi del Mulino Vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti".
 

L'avv. Villardita: il bimbo non si riconosce in video

"Ma chi ha detto che Loris è tornato a casa? Da quel filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola". Lo ha detto il legale di Veronica Panarello, avvocato Francesco Villardita.

Urla: Vergogna

Anche oggi, secondo quanto si apprende, la donna non avrebbe ammesso alcuna responsabilità dell'omicidio e avrebbe ribadito la sua versione dei fatti. «Io collaboro, collaboro - ha detto - ma non ho ucciso mio figlio». Al termine dell'interrogatorio è scoppiata in lacrime.

Gli insulti «Vergogna, vergogna...» e insulti: così alcune decine di cittadini hanno inveito contro la mamma di Loris quando è uscita dalla Questura. Applausi, invece, sono stati scanditi al passaggio delle forze dell'ordine. La Panarello è stata aggredita verbalmente anche una volta arrivata al carcere di Catania. Nella struttura penitenziaria, tra giovedì e venerdì, il Gip del capoluogo ibleo la sentirà nell'ambito di un'interrogatorio di garanzia per decidere sulla convalida del provvedimento restrittivo. Ad attenderla c'era un centinaio di persone che hanno inveito contro di lei e urlato «assassina, assassina...». Anche i detenuti del carcere di piazza Lanza l'hanno accolta con urla, accompagnate da sonori fischi udibili fin da fuori della casa circondariale: «Assassina, assassina, devi morire...».

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