Cronaca Santa Croce Camerina 11/12/2014 20:43 Notizia letta: 5301 volte

Veronica come Medea, Veronica come la Franzoni

Potrebbe prefigurarsi una seminfermità mentale
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Santa Croce Camerina - Veronica. Potrebbe prefigurarsi una seminfermità mentale o, come è accaduto per Annamaria Franzoni del caso Cogne, l'ipotesi che la madre possa avere ucciso e puoi rimosso dalla sua testa il delitto. Circostanza che ha evitato alla Franzoni l'ergastolo.
Quel che è evidente è che dalle dichiarazioni contrastanti di Veronica, dal suo passato tormentato, dai suoi rapporti difficili con tutta la famiglia, emerge una personalità disturbata. Che in ogni caso, sostiene chi indaga, non escluderebbe la sua responsabilità nel delitto. Contro di lei ci sarebbero prove e riscontri che hanno convinto il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia e il suo sostituto Marco Rota ad emettere un decreto di fermo per omicidio aggravato ed occultamento di cadavere. I pm, allo stato, sono convinti che abbia fatto tutto da sola. Anche se l'ipotesi che abbia avuto un complice non è stata scartata del tutto. La madre della donna insiste: "Non è un'assassina e in ogni caso non può aver agito da sola, sta coprendo qualcuno".
"Sto soffrendo, come padre e come nonno. I princìpi della nostra famiglia sono saldi, non abbiamo niente a che fare con tutto quello che sta emergendo e con le bugie, se tali saranno, di Veronica Panarello". A parlare è Andrea Stival, padre di Davide e nonno del piccolo Loris, che manifesta i suoi dubbi sulla mamma accusata di aver ucciso il bambino: "Ho incontrato pochissime volte la famiglia di Veronica, in dieci anni forse solo due volte, e la loro vita familiare è lontana anni luce dalla mia, dalla nostra". La madre di Loris trasferita in carcere In riferimento a notizie di stampa su sue telefonate con familiari del cacciatore che ha ritrovato il corpo di Loris, Andrea Stival afferma: "Non ho mai minacciato nessuno. Non è mia abitudine minacciare la gente e se da quella telefonata è emerso ciò, mi spiace. Molto. Io sono una persona umile - continua il nonno - e, passato questo clamore mediatico che sta nostro malgrado avvolgendo la mia famiglia, speriamo di poter continuare a vivere una esistenza che senza Loris non sarà più la stessa. Loris era il ritratto di suo padre, un bimbo tanto bello quanto dolce. Lo vogliamo riabbracciare, seppur per l'ultima volta. Chi ha sbagliato, chiunque sia, deve pagare. Non si può uccidere un bambino, in quel modo. A maggior ragione se è una persona che avrebbe dovuto difenderlo e non dire bugie sul suo conto. Amo mio figlio ed i miei nipoti. Vorrei fosse un brutto incubo - conclude Andrea Stival - ma temo che tutto ciò sia una realtà tanto brutta da superare qualsiasi finzione".

Redazione