Cronaca Santa Croce Camerina 14/12/2014 22:46 Notizia letta: 5780 volte

Chi ha aiutato Veronica?

La salma del bambino non è stata restituita
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Santa Croce Camerina - L’accusa ha certezze: "Veronica Panarello ha agito da sola". Ma non può ancora escludere che qualcuno l’abbia aiutata, soprattutto nella fase finale, quando il piccolo Loris è stato gettato nel canalone di Mulino Vecchio.

Finora la tesi e la ricostruzione della procura sono state confermate al vaglio del gip Claudio Maggioni che ha convalidato il fermo della donna ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Ma non si vuole trascurare alcuna ipotesi ed è per questo che, come spiegano il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, "le indagini continuano incessanti al fine di acquisire tutti i possibile ed ulteriori elementi di ricostruzione e valutazione della vicenda". C’è da chiarire, per esempio, il significato di quei due minuti nella strada del Mulino tra le 8.33 e le 8.35, quando Loris era già tornato a casa e non era ancora stato ucciso. Cosa va a farci Veronica? Forse un sopralluogo? La zia del marito Davide sembra esserne convinta visto che in un’intercettazione dice chiaramente: "Erano tutte cose studiate... era tutto premeditato".

Polizia e carabinieri rimettono insieme tasselli, rivedono gli atti e accertano nuovamente i fatti. Sui cellulari, per esempio, trovati durante una perquisizione in casa della donna dalla polizia scientifica. Sono di vecchia generazione e probabilmente da tempo non adoperati, ma saranno consegnati domani alla polizia postale di Catania per vedere cosa contengano, se ci sono sim ancora attive. Nell’abitazione è stata trovata anche la copia di un mazzo di chiavi della casa, una delle almeno tre che esistono. Domani mattina la Procura di Ragusa farà un punto con gli investigatori e col medico legale Giuseppe Iuvara. Servirà anche a valutare tempi per il rilascio del nulla osta che autorizza la riconsegna della salma di Loris Stival alla famiglia, che non è stato ancora firmato. Per questo non è stato ancora possibile fissare la data dei funerali.

Le telefonate a Davide

"E' tutto a posto, i bambini sono a scuola": Loris potrebbe esser già morto quando Veronica Panarello racconta questa bugia al marito Davide. La circostanza emerge dall'analisi dei tabulati allegati all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti della mamma del piccolo.
Al telefono col marito - Fino alle 14.22 di quel sabato 29 novembre, infatti, Veronica parla al telefono cinque volte con Davide, la prima alle 9.01, vale a dire nei 36 minuti in cui la donna rimane da sola in casa con il figlio e, secondo la procura, lo uccide.
Il racconto di Davide - A raccontare il contenuto della telefonata è lo stesso Davide. L'uomo prova a contattare la moglie due volte, prima di riuscire a parlarci, ma il telefono di Veronica risulta irraggiungibile. Alle 9.01 finalmente ci riesce e i due rimangono al telefono per un minuto e mezzo. "Le ho chiesto subito cosa stava facendo ed ho chiesto notizie dei bambini. Mia moglie - mette a verbale Davide -.mi ha risposto che era tutto a posto, che aveva accompagnato i bambini a scuola e, dopo aver fatto un po' di ordine in casa, si sarebbe diretta a Donnafugata, dove c'era un corso di cucina Bimby".
Nuova telefonata al marito - Il telefono di Veronica non registra altro traffico fino alle 10.01 - e secondo la procura è in questo lasso di tempo che la mamma del piccolo va al canalone di Mulino Vecchio a gettare il corpo del figlio - e alle 10.04 la donna parla nuovamente al telefono con il marito. "Mi ha comunicato che si trovava a Donnafugata dove era arrivata da un po'. Non mi ha comunicato altro" è il racconto di Davide.
Il corso di cucina - Effettivamente a quell'ora Veronica Panarello era davvero al castello per il corso di cucina. Lo testimonia la direttrice Virginia Piazzese, che agli inquirenti racconta di una Veronica particolarmente trafelata. "L'inizio era fissato alle 9.30 ma di fatto abbiamo dato inizio alla lezione di cucina alle 10.30 a causa di qualche ritardataria e dei tempi necessari per la registrazione di tutti i partecipanti al corso. Veronica - spiega il testimone - giungeva all'evento alle ore 10 circa e, inaspettatamente...sembrava provasse a giustificare il proprio ritardo anche se, di fatto, dopo di lei sono arrivati ulteriori partecipanti. La stessa, infatti, senza che io le avessi chiesto alcunché, mi riferiva le testuali parole: 'stamattina ho fatto tutto di corsa! Ho lasciato mio figlio a scuola...poi sono ritornata a casa...ho sistemato il letto...ho dato un colpo di scopa...e mi sono imbandita la tavola'.".
Cosa succede dopo il corso? - Uscita dal corso, attorno alle 11.45, la mamma di Loris torna verso Santa Croce Camerina. E nuovamente al telefono con il marito prosegue in quella che gli inquirenti ritengono una messa in scena. "L'ho richiamata alle 11.56 e mi ha avvertito - dice Davide - che stava facendo rientro dal corso...poi mi ha detto che era preceduta da un camion e quindi aveva intenzione di superare il mezzo".
Ennesima telefonata col marito - Davide prova a contattare la moglie alle 12.16 ma lei non risponde. Lo fa alle 12.23: "Nell'occasione mi ha comunicato che aveva già prelevato" il figlio più piccolo alla ludoteca "e non mi ricordo se mi abbia detto di esser già arrivata presso la scuola di Loris o che ci stava andando".
L’ultima chiamata - L'ultima telefonata tra i due è alle 14.22, quando Davide dopo aver ricevuto la chiamata dei carabinieri che lo avvertivano della scomparsa di suo figlio, contatta immediatamente la moglie. "Mi ha risposto di trovarsi dai carabinieri e che stavano cercando Loris. Ho chiesto subito se lo avesse accompagnato a scuola e lei mi ha risposto che lo aveva accompagnato e che dovevo subito rientrare in paese per contribuire alle ricerche". Quando Davide arriva a Santa Croce, però, Loris lo hanno già trovato. Morto.

Redazione