Attualità Scicli 16/12/2014 15:48 Notizia letta: 5839 volte

Chi compra case all'asta non può fare politica

Il pelo dei moralizzatori
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Scicli - Che il mercato degli immobili fosse in crisi non ce lo deve ricordare nessuno: con tutte le case messe in vendita nelle aste giudiziarie il paniere del real estate a prezzi stracciati è, da qualche anno, sempre pieno.

Tanti i fallimenti societari e di ditte individuali corsi negli ultimi 5 anni per via di una crisi travolgente, che non ha, per i danni cagionati al sistema produttivo e finanziario italiano, alcun precedente, eguale, riscontrabile negli annali dell’economia.

Tantissime le insolvibilità nel pagare la retta di mutuo da parte di singoli cittadini che hanno perso il lavoro per la crisi; operai e impiegati che non possono più lavorare per sopraggiunta invalidità in età abbastanza lontana dal requisito minimo previdenziale. Donne e uomini di questa Italia che da un giorno all’altro sono stati privati del, seppur minimo, ausilio di sostentamento. Figuriamoci le difficoltà nel pagare finanziamenti e mutui per acquisto prima casa.

E le banche che fanno? Aspettano qualche mese, formalizzano l’insolvibilità del creditore e mettono gli immobili della povera gente all’asta. E in giro per le aste giudiziarie chi ti ritrovi? Una marea di sciacalli pronti a sferrare l’ultimo attacco, quello mortale, a una povera vittima già stremata dai fendenti della cattiva sorte e in preda all’agonia della perdita del bene più prezioso: la propria casa!

Sessant'anni fa un politico siciliano, paesano nostro, iniziò a requisire gli alloggi sfitti per offire un dirtitto d’alloggio a chi un alloggio, per questioni di reddito non poteva più permetterselo. «Signori, io dico a voi, chiunque voi siate: se voi foste sfrattati? Se l’ufficiale giudiziario buttasse sulla strada, alla vostra porta, voi, la vostra sposa, i vostri figli, i vostri mobili, voi che fareste? Se il vostro reddito, fosse, per esempio, di 30mila, 40mila, 50mila lire al mese, come fareste a procurarvi una casa dove si paga 20mila o 30mila lire al mese di pigione? Ditemi voi, come fareste? In una comunità cittadina non bestiale ma umana è possibile lasciare senza soluzione un problema così drammatico per la sua improrogabilità ed urgenza?»

Sono le parole di Giorgio La Pira, pozzallese, sindaco di Firenze, che nel suo discorso al consiglio comunale sfidava la fiducia della sua stessa maggioranza e dell’opposizione, per far passare il messaggio politico del diritto di abitare, il diritto di alloggio,il diritto alla casa.

Politici e uomini d’altri tempi che s’arrogavano la presunzione di interessarsi delle creature senza lavoro, senza casa perché sfrattati o cacciati fuori dall’ufficiale giudiziario; creature senza assistenza perché vecchi, malati, bambini;creature non abili al lavoro, creature senza alcun reddito, creature senza alcun salario.

Altri tempi, altri uomini, altra gente, altra etica, anche perché i politici di oggi girano come squali attorno alla vittima di turno, e nel mare delle aste giudiziarie fottono la casa ai più deboli, direttamente o per interposta persona.

Redazione
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