Cronaca Agrigento

Davide a Veronica: copri un amante? Addio

"In paese dicono che mi tradivi"

Agrigento - Carcere femminile di Agrigento. Un uomo e una donna si avvicinano l’uno all’altra, nella sala colloqui. Lei gli va incontro, vorrebbe un abbraccio, una carezza, vorrebbe sentire il calore delle mani di quell’uomo. Ma gli agenti della polizia penitenziaria che seguono a distanza l’incontro vedono lui ritrarsi. «No, Veronica, per favore...non posso». E lei capisce da quel gesto che questa partita l’ha perduta. Suo marito, l’uomo che l’ha tanto amata, non le crede più.
Davide Stival ci ha provato, ieri. Ha voluto guardare negli occhi la donna che per dieci anni ha creduto moglie e madre esemplare, la stessa che la procura di Ragusa accusa di aver ucciso il figlio Lorys, otto anni, strangolato e buttato in un canale a Santa Croce Camerina. «Ho voluto darle una possibilità» ha detto Davide al suo avvocato, Daniele Scrofani Cancellieri. «Ma lei insiste con le bugie e per me i ponti si chiudono qui».

Un’ora assieme, la prima da quando Veronica Panarello è in carcere. Lei lo aveva supplicato più e più volte: «Ti prego, Davide, non abbandonarmi. Io non ho ucciso il nostro Lorys». Lui ci ha pensato a lungo e alla fine ha deciso che la madre del suo bambino perduto e del più piccolo di casa, meritava una chance. Una specie di prova del fuoco per quest’uomo mite che voleva capire, più di quanto non sappia già, dagli occhi e dalla voce di sua moglie. «Dimmi la verità, non raccontarmi bugie e io cercherò di aiutarti, proverò farti uscire da qui. Dammi la possibilità di aiutarti, te lo chiedo per favore...» l’ha supplicata. «Ma perché non mi credi? Non sono stata io: quella mattina l’ho portato a scuola, è questa la verità» ha giurato lei ancora una volta.

Ma nella mente di Davide scorrevano le immagini delle telecamere di Santa Croce, quelle viste assieme agli inquirenti la notte che Veronica è stata arrestata: la Polo nera di sua moglie che seguiva un percorso diverso da quello raccontato da lei... la sagoma di Lorys che usciva di casa e invece di salire in macchina tornava indietro... l’auto che correva in direzione del Vecchio Mulino, proprio dove c’è il canale.
Le domande arrivano da sole: «Ho i visto i video, perché ti ostini a raccontare un percorso che non hai fatto?». «Non ho detto bugie. Ho fatto la strada che ho detto». «Ma si vede la macchina e non va verso la scuola...». «Io l’ho portato a scuola». «Non mentirmi, Veronica. Si vede Lorys che torna a casa. Non è mai andato a scuola». «Non è vero, si vede un’ombra e non è Lorys. Io l’ho lasciato vicino alla scuola».  

Veronica piange, è fin troppo evidente che lui non crede a una parola. Chiede del piccolo, vorrebbe vederlo, è disperata. Ma Davide non segue la sua emotività, la guarda con distacco, la incalza. «Stai cercando di coprire qualcuno? C’è qualcuno che ti minaccia o che minaccia Diego? In paese si dice che avevi un amante, che forse stai proteggendo lui... Si dice che Lorys forse ha visto qualcosa. Può essere per questo che non vuoi parlare? Dimmi come stanno le cose, ti prego. A questo punto me lo puoi dire». Ancora una risposta decisa, razionale: «Non sto coprendo nessuno. E se anche ci fosse stato un amante ti pare che potrei pensare di coprire lui davanti al nostro bambino ammazzato? Si può mai pensare di ammazzare un figlio per salvare il matrimonio? Mi conosci. Non so come fai a pensare a quello che si dice in paese dopo dieci anni passati con me, non posso credere che tu mi pensi capace di una cosa del genere...».

Veronica in carcere perde un chilo la settimana

«Veronica perde un chilo a settimana: non mangia, pensa sempre al figlio morto, vorrebbe piangere sulla sua tomba; pensa all'altro bambino, pensa al marito che l'ha abbandonata e pensa alla famiglia distrutta. Sta vivendo una tragedia umana».

Lo ha affermato l'avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello. «Veronica Panarello - ha aggiunto il legale - ha da sempre dato la medesima versione dei fatti senza mai contraddirsi, ha manifestato in tutti i modi la propria innocenza, si è difesa e continuerà a difendersi da questa infamante accusa. La mamma di Loris mi ha detto: 'Io me ne vado a morire e non mi interessa assolutamente di rischiare l'ergastolo perchè questo omicidio non l'ho commesso io. Che vadano a cercare il vero assassino di mio figlio'».

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Chi continua a credere nell’innocenza di Veronica è Antonella Stival, la zia di Davide: «Sono contenta che mio nipote sia andato a trovare Veronica, spero che questa visita possa servire a fargli capire che lei è innocente - ha commentato - Ha risposto agli appelli di Veronica andandola a trovare. Bene. Adesso spero possa iniziare una nuova pagina dove Davide starà accanto a sua moglie, come ha fatto da sempre, amandola come l'ha sempre amata. Questo è un regalo dei Re Magi, portato al piccolo che non c’è più su questa terra ma vive nei nostri cuori. A breve andrò anche io a trovare Veronica - ha anticipato Antonella Stival - ho già fatto richiesta per andare ad abbracciarla per mostrarle il mio sostegno ed il mio affetto».

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