Attualità Ragusa 08/01/2015 14:09 Notizia letta: 4010 volte

Ragusa. Cadente e squallido l’ex albergo San Giovanni

Dimenticato
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-01-2015/ragusa-cadente-e-squallido-lex-albergo-san-giovanni-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-01-2015/1420722666-1-ragusa-cadente-e-squallido-lex-albergo-san-giovanni.jpg&size=667x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-01-2015/ragusa-cadente-e-squallido-lex-albergo-san-giovanni-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-01-2015/1420722666-1-ragusa-cadente-e-squallido-lex-albergo-san-giovanni.jpg

Ragusa - Ancora sindaco Emanuele Dipasquale si provvide, con tempistica e efficienza degni di miglior causa, per chiudere. Sbarrare, meglio. Murare, meglio ancora.
Era evidentemente necessario (e lo era davvero per poter dire di aver fatto rispettare la legge) impedire l’utilizzo dei locali che erano stati l’Albergo San Giovanni. Un enorme palazzo che si affaccia sulla Vallata Santa Domenica con ingresso dal Ponte Padre Scopetta, meglio conosciuto come “Ponte Vecchio”.
Il palazzo era da tempo abbandonato, dopo la chiusura dell’albergo. Un gruppo di ragazzi lo aveva pacificamente occupato per farne una apprezzata e frequentata sala per concerti, spettacoli, riunioni. Si disse, e si scrisse, che questo non si poteva tollerare, perché era la legge ad essere violata. Come detto, vennero invitati i ragazzi ad uscire e poi, per evitare altri inconvenienti, le porte e le finestre dell’ex albergo (con alle spalle una storia centenaria) vennero letteralmente murate, con mattoni forati e calcestruzzo.
Da allora abbiamo registrato le dimissioni di Dipasquale, un periodo di vacatio amministrativa, uno di commissariamento e poi l’elezione del sindaco grillino Federico Piccitto, che si è contornato di giovani e giovanissimi sia in Giunta che nella sua granitica maggioranza consiliare.
Ma l’ex San Giovanni, come dimostrano le nostre foto scattate nei primissimi giorni del nuovo anno, è rimasto in forma di squallido monumento alla ignavia tipicamente ragusana. E dire che se quell’immenso immobile potesse essere ripreso, riaperto, riutilizzato (in quale che si voglia veste, anche di albergo) potrebbe dare un grande contributo ai tentativi (pubblici ma sopratutto privati) di rivitalizzazione del Centro Storico di Ragusa Superiore.

Saro Distefano