Economia Scicli 21/01/2015 23:27 Notizia letta: 5553 volte

Giovanni Parisi, l'uomo del fagiolo

Cosaruciaro
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Scicli - Giovanni Parisi. 

Una famiglia di contadini da almeno tre generazioni. Le radici solide di una tradizione, che va ben al di là dai parvenu dell’agricoltura biologica, si possono percepire vedendo le file di piantine di pomodoro che popolano le serre sparse nella piana.

Pixel e Datterino sono le due varietà su cui si concentra la produzione dell’azienda. La prima cultivar ha un gusto dolce abbinato a un’eccellente consistenza, mentre il sapore della seconda è un giusto equilibrio tra acidi e zuccheri. Entrambe sono adatte per la preparazione di salse. Per questo i Parisi hanno deciso di investire sulla trasformazione del prodotto, che al termine della raccolta viene lavorato e convertito in sugo: un succo di pomodoro condito con olio, basilico e sale, imbottigliato in vetro e pronto per l’uso.

Se i pomodori sono il cuore produttivo dei Parisi, il fagiolo cosaruciaru (parola che in dialetto significa “cosa dolce”) . Il cosaruciaru di Scicli è un Presidio Slow Food da cinque anni. Prodotto naturale, la sua coltivazione prevede un disciplinare molto rigido, seguito alla lettera da Giovanni e dai sui collaboratori. Anche in questo caso dalla materia prima sono stati ricavati “Condì” e “Spalmì”, due lavorati che permettono di veicolare in diverse regioni d’Italia, e non solo, un legume antico.

Il metodo di coltivazione è da sempre stato naturale, prima ancora che l’uso di questo termine fosse così inflazionato. La concimazione è a base di stallatico. L’impollinazione avviene tramite l’utilizzo di insetti pronubi, come i bombi, che permettono una fruttificazione intensa senza l’utilizzo di ormoni esterni.

Quella di Giovanni Parisi è l’idea di un’agricoltura priva di artificio o manierismo, diretta come il carattere dei contadini di un tempo che fu, ma che in questo angolo di Sicilia continua ad essere.

Redazione
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