Attualità Roma

Quanto mi piace Angelino con l'auricolare!

Un senso di imprendibile mistero

Ragusa - Telegiornale della rete 1 della Rai. Edizione delle 13,30 di giovedì 8 gennaio. L’argomento trattato, sin dall’apertura, è ovviamente l’attentato terroristico contro la redazione del settimanale Charlie Hebdo di Parigi.
Tra le altre informazioni fornite sui morti, gli attentatori, le ripercussioni, un giornalista propone al popolo italiano (non esagero: il Tg1 è da sempre la maggiore testata giornalistica italiana) una intervista al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per sapere quali misure sono state adottate in Italia con riferimento al clima carico di tensione che attualmente si vive in Europa.
Il quarantacinquenne ministro nativo di Agrigento ha risposto alle domande, spiegando quali i pericoli che corre il nostro Paese e quali le iniziative intraprese per contrastarli. Non riferisco, ovviamente. Quello che mi interessa invece far notare è il fatto che davanti la telecamera del Tg1 il ministro dell’Interno della Repubblica Italiana si è presentato con un auricolare all’orecchio destro. Quasi certamente l’apparecchio che, tramite il bluetooth, serve per parlare al telefono. Apparecchio, detto per inciso, di grandissima utilità perché permette di avere le mani libere durante la conversazione, e lo si apprezzo spesso, soprattutto guidando l’automobile.
Ma – mi chiedo e chiedo – per fare una intervista di tre minuti scarsi, ed anche ammettendo che per realizzarla di minuti ne sono occorsi dieci, e forse anche venti, non poteva il buon Angelino togliere quell’auricolare per la durata dell’intervista? O forse era in attesa di chiamate urgentissime ed importantissime che, fossero arrivate durante l’intervista, lo avrebbero costretto ad interrompere il dialogo con l’inviato del Tg1? Oppure, ma questa è supposizione sarcastica, quell’auricolare era collegato con chi aveva notizie più fresche da fornire, per il tramite ufficiale del Ministro, all’intervistatore del telegiornale della Rai? Insomma, sempre in ambito Rai si tratterebbe di tornare indietro ai tempi di Gianni Boncompagni e Ambra Angiolini?
Oppure, ed è l’ipotesi secondo me più verosimile, quell’auricolare serve effettivamente al Ministro per parlare al telefono, e durante l’intervista non lo ha appositamente tolto per mostrare che lui, il responsabile del Ministero dell’Interno, è perennemente connesso, attivo, operativo, in contatto con lo staff. Insomma, come fa il suo Presidente del Consiglio che sovente si mostra in camicia e cravatta ma con le maniche rialzate, tipico segnale utilizzato da moltissimi politici per dire al popolo: “guardatemi, ho la giacca e la cravatta perché me lo impone il protocollo, ma siccome non sto a riscaldare la poltrona piuttosto a lavorare, e duramente, sono accaldato e ho addirittura dovuto rimboccarmi le maniche”.
Ma questa al conterraneo Angelino Alfano la perdoniamo facile, posto che non sarà Antonio Segni o Alcide De Gasperi (ma nemmeno Tambroni o Scelba), e nulla ha a che vedere con gente del calibro di Brunetta, che gira scortato da venti carabinieri, come dimostrato di recente da tantissimi servizi giornalistici.

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