Lettere in redazione Modica 28/01/2015 18:40 Notizia letta: 2993 volte

Tari, Ivana: Caro Ignazio ti scrivo, così mi distraggo un po'

Lettera al sindaco Abbate
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Modica - Da quando la conosco, caro sindaco, ho affinato l'arte dello scrivere ma non ho avuto ancora il piacere di sentire la sua voce dire una, dico una, sola risposta seria e sensata alle mie interrogazioni. E tuttavia insisto. E non posso esimermi dal farlo per amore di questa città e per rispetto dei cittadini; rispetto che, a giudicare dal tenore delle sue ri- sposte, lei non nutre verso la città.
Ho letto, nella cronaca di Modica del Giornale di Sicilia di martedì 27 gennaio (pag. 29), che è «confermato l'errore di calcolo sulla tari per le pertinenze abitative, passata da 2,06 a 3,58 euro al metro quadro» e mi sono subito chiesta, lei me lo permetterà, se du- rante tutto il tempo in cui la tari è stata prima approvata e poi pagata (la prima tranche) da parte dei cittadini che se ne sono pure lamentati a tutti i livelli, lei sia stata in ferie. Di sindaci ne abbiamo visti di tutti i tipi e le fogge: che non sanno scrivere, che non sanno leggere, che non sanno esprimersi, che sanno esprimersi ma sono inetti, che ruba- no o sono furbastri; ma un sindaco che delibera, insieme alla propria giunta l'istituzione di una tassa; che la presenta in Consiglio comunale per l'approvazione; che riceve le la- mentele dei concittadini per la gravità di essa; e che infine asserisce di non conoscerne nemmeno l'aliquota applicata... mi permetterà la schiettezza, ma a me non è mai capita- to. Signori cittadini, amici, compagni, mi vien di dire, concittadini tutti, di destra e di sinistra, il sindaco ci ha imposto un tributo per errore. Dovete scusarlo. Oltre tutto fa il sindaco, non è mica un matematico. Epperò capisce, meglio d'ogni altro, il bisogno dei propri amministrati e si è subito prontato a restituire quanto esatto per errore. I calcoli sono stati immediati. «Da una prima statistica, ancora da verificare,» è una dichiarazio- ne dell'Assessore Giannone «l'ammontare delle entrate per le pertinenze abitative si ag- gira intorno ai 350 mila euro e di questi solo una parte, pari a circa 160 mila euro, dovrà essere restituita. Quindi da un primo calcolo bisognerà restituire il 48% circa dell'impor- to pagato dai proprietari di garage o altre pertinenze delle abitazioni che invece di paga- re 2,06 euro/mq hanno pagato 3,58 euro/mq (...) Non appena avremo la cifra esatta pro- cederemo al rimborso che molto probabilmente sarà detratto dalle prossime bollette».
Mi permetta, però, signor sindaco, di farle osservare che la somma da restituire è un tantino più elevata. Lei mi contesti quello che sto per dirle e lo faccia per iscritto. Se è vero che la legge impone, come glielo impone (L. n. 147/2013, art. 1 comma 639), di istituire un tributo che non ecceda il costo del servizio, lei non può imporre una tari per l'importo di 10,5 milioni di euro, a fronte di un costo del servizio di 9,3 milioni di euro. Per ciò se lo ha fatto, ed ha ammesso pubblicamente di averlo fatto; ed è negli atti pub- blici del Comune che è sancito; lei deve restituire ai cittadini un milione e duecento mila euro, ossia la differenza tra il gettito della tari e il costo del servizio. Lei vorrebbe resti- tuirne 163 mila, ma il suo debito è dieci volte tanto. E questa volta, se lei ha ragione, deve rispondermi in modo da farsi capire da tutti i cittadini. Deve dimostrare che io sbaglio e che lei ha ragione. Ovviamente cominciando dalla premessa che la legge la obbliga a chiedere tanto quanto costa il servizio e non un centesimo in più.
L'avverto, dunque, su due possibili sbocchi della vicenda: se lei insiste, senza dimo- strare le sue ragioni, significa che sta prendendo in giro i suoi concittadini, con l'aggr- avante che lo fa in un momento critico per le imprese, i consumatori, i giovani e i pen-
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sionati; se lei insiste, e potrebbe essere la seconda conseguenza, mi sentirò costretta a presentare le mie osservazioni sino alla Procura della Corte dei conti. Sino, dico, non soltanto.

Ivana Castello
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