Attualità Ragusa 31/01/2015 13:16 Notizia letta: 3758 volte

La schiuma da barba, sugli scogli di Santa Barbara

Parla Mario Chiavola
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Ragusa - “Uno strano fenomeno quello verificatosi nelle ultime ore lungo il litorale di Marina di Ragusa. In particolare, a Santa Barbara, l’approdo di composti schiumogeni, che sono andati a riversarsi sull’erba soprastante, provenienti dal mare, lascia intatto il dubbio che possa trattarsi di materiale inquinante proveniente dal largo e quindi da qualche nave di passaggio. Ma perché insozzano la nostra costa?”. E’ questo l’interrogativo lanciato dal presidente dell’associazione “Ragusa in movimento”, anche nella qualità di rappresentante del laboratorio politico-culturale 2.0, dopo avere ricevuto le segnalazioni di alcuni cittadini che si sono detti indignati per quanto accaduto. “Le foto, d’altronde – aggiunge Chiavola – parlano chiaro. E come se non bastasse l’avanzamento del mare e l’arretramento della sabbia, già documentato nei giorni scorsi lungo un tratto della costa di Marina di Ragusa, che di fatto ha comportato la scomparsa della spiaggia, ora ci confrontiamo con un altro fenomeno che ci fa storcere il naso e che crea più di qualche apprensione. Ma può essere che schiuma del genere, come se fosse parzialmente solida, sia creata dall’acqua del mare? Oppure dobbiamo, purtroppo, pensare che ci sia dietro qualcos’altro? Come associazione, giriamo la segnalazione all’Amministrazione comunale affinché si attivi, attraverso le autorità competenti, a predisporre le verifiche del caso. Mi dicono, d’altronde, che non è la prima volta che si verifica un fenomeno del genere, nella stessa zona, anche se mai prima di adesso si era concretizzata con una intensità simile da suscitare grande preoccupazione. Ritengo che la questione debba essere posta nei termini corretti e ai canali istituzionali più autorevoli. Non è possibile perdere la “grande bellezza” di cui ci vantavamo e di cui eravamo fieri, parlo ovviamente della nostra costa. Qualcuno si deve fare carico di intervenire. E non soltanto attraverso delle denunce pubbliche, come stiamo facendo noi, ma con interventi specifici”.

Redazione
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