Attualità Scicli 01/02/2015 17:18 Notizia letta: 3411 volte

Dal Convento della Croce ripartono le politiche culturali

Dopo un anno di stasi
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Scicli - Cerimonia di consegna, venerdì, all'ex Convento della Croce dei lavori di somma urgenza, per un importo di 100 mila euro, tesi ad alcuni interventi manutentivi straordinari finalizzati alla fruizione e apertura del pubblico del bene.
Presenti la Sovrintendente di Ragusa Rosalba Panvini, il commissario straordinario del Comune di Scicli, Ferdinando Trombadore, l'on. Orazio Ragusa e padre Antonio Sparacino.
Il Convento della Croce è uno dei beni architettonici più importanti della Sicilia orientale. Costruito nel XVI secolo, è sopravvissuto al terremoto del 1693. Finito in mani private, solo negli anni ottanta è stato acquisito al patrimonio pubblico regionale.
L'obiettivo dell'assessorato regionale ai beni culturali, e della Sovrintendenza di Ragusa, è di arrivare al più presto alla fruibilità del convento francescano, destinato a diventare un attrattore turistico di grande richiamo per la città.

Basteranno 100 mila euro?

Ci si chiede se tali somme siano sufficienti a rendere fruibile il monumento, anche se ogni piccolo passo è importante verso una fruizione reale.
Il convento di Santa Maria di Sion è il classico esempio di bene restaurato e subito dopo chiuso, dalla Regione Siciliana. La chiusura dopo il restauro rende in una certa misura vano lo stesso restauro, perché un luogo non vissuto e non fruito è di per se destinato al degrado.
Resta il tema della fruibilità, che chiaramente dovrà essere messa a bando dall’ente proprietario, la Regione e il suo braccio operativo, la Sovrintendenza.
Solo un ticket con un prezzo di ingresso potrà garantire la sostenibilità economica dell’apertura del sito culturale, che in un primo momento potrebbe essere reso visitabile solo nei fine settimana. Nel periodo estivo l’apertura del sito potrebbe essere assicurata tutti i giorni.
Restano alcuni problemi da risolvere: l’accessibilità, la mancanza di un parcheggio, un sistema di raccolta delle acque piovane lungo la via Baden Powell, che conduce al convento, la attivazione dell’impianto di videosorveglianza e antifurto, e la nascita di una casa del custode, che renda realmente protetto e presidiato il sito, h24.
Tutti temi che la Sovrintendenza, in accordo con l’assessorato regionale ai beni culturali, dovrà affrontare per rendere questo magnifico gioiello un bene di tutti.
La strada maestra resta quella del bando pubblico per l’affidamento della gestione, e, alla luce del successo dell’apertura dei siti culturali avvenuta con due anni e mezzo fa con l’assessore Vincenzo Iurato, che hanno totalizzato 80 mila euro l’anno di fatturato, è facile prevedere che chi si aggiudicherà il servizio di fruizione del bene architettonico avrà i suoi vantaggi e darà occasioni di lavoro a giovani laureati.
Una chance in più per Scicli e il suo patrimonio culturale.

La Croce e Chafura, due perle nascoste

Due perle nascoste in un cassetto. Sono l’ex convento della Croce e le grotte di Chiafura. Scicli ha ancora due carte importanti da giocare, e dopo l’inerzia degli ultimi mesi, registra un segnale positivo: l’avvio dei lavori di somma urgenza alla Croce.
Purtroppo, più complesso è il tema della fruizione delle grotte di Chiafura. Qui c’è un rischio incolumità, e occorrerebbe, grazie a una perizia di un tecnico che se ne assumesse la responsabilità, individuare la parte fruibile e quella off limits ai visitatori.
Attendere il finanziamento da parte della Regione per la messa in sicurezza dei settori superiori di Chiafura, dal secondo al sesto livello, significa privarsi ancora, e per molti anni, di questo sito straordinario, in grado di competere, per bellezza, con i Sassi di Matera. L’inerzia dell’ultimo periodo in questo senso ha nociuto alle prospettive di crescita turistica della città, e occorrerebbe che le forze imprenditoriali ponessero il tema di una fruizione anche solo parziale delle grotte in cui gli sciclitani poveri hanno abitato fino al 1959. Un sito di grande valenza anche archeologica, per la storia di luogo trogloditico e della contemporaneità insieme. Un delitto non aver lavorato per renderlo praticabile, seppur in minima parte, nel primo livello, dove è stato speso già un milione di euro di fondi regionali di provenienza europea.

 

Redazione
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