Attualità Roma 02/02/2015 16:06 Notizia letta: 3584 volte

L'elezione di Mattarella e la vittoria della sinistra Dc

La profezia democristiana
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Un amico che vive a Roma e conosce gli ambienti parlamentari, nel mese di dicembre, quando le dimissioni di Napolitano erano cosa certa, mi aveva suggerito che l'on Castagnetti era tra i papabili, anche se il suo nome non era tra i più segnalati. L'elezione di Sergio Mattarella ha confermato il suo ragionamento politico: la sinistra democristiana morotea si è integrata nel Partito Democratico naturalmente, non avendo vecchie botteghe da difendere e incarnando le istanze sociali di oggi e avendo prefigurato l'incontro con il Pci già dalla fine degli anni '70.
Non si può che riconoscere l'abilità sopraffina di Matteo Renzi nel volgere a suo favore le circostanze, anche le più complesse, erede dell'insegnamento del Segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica Fiorentina.
Tuttavia la personalità di Mattarella gli ha semplificato le cose: ho conosciuto Castagnetti durante la campagna elettorale del 2001 e ho scoperto un uomo che crede negli ideali che professa e che nella personalità mite e controllata ha uno dei suoi punti di forza.
Così a Mattarella non si conoscono nemici e ha fatto della parsimonia nella vita privata un suo connotato.
Questo non vuol dire affatto che il nuovo presidente sia poco avvezzo all'esercizio del potere: più volte ministro già nel ministero craxi del 1983, dimissionario con gli altri ministri della sinistra democristiana nel governo Andreotti nel 1990 dopo l'approvazione della legge Mammì. Suo il modello elettorale che è passato alla storia come Mattarellum, certo più vicino alle necessità di trasparenza dell'Italicum in via di approvazione.
La sua storia personale è tipica di chi ha vissuto intensamente l'ultimo quarto del '900: figlio di Bernardo Mattarella, costituente ed esponente della corrente morotea in Sicilia, ma certo radicato negli ambienti democristiani che in vario modo dovettero fare i conti con la mafia che la nuova repubblica italiana non aveva avversato, Sergio fu tra i primi a soccorrere il fratello ucciso brutalmente il 6 gennaio 1980. Sull'uccisione di Piersanti Mattarella si intrecciano varie ipotesi: per Falcone il killer fu il neofascista Fioravanti, per il pentito Buscetta il delitto fu di mafia, probabilmente come in molti altri casi di quegli anni, mafia, destra eversiva e servizi deviati giocarono insieme, pur di sbarrare la strada all'ingresso del Pci nell'area di governo. Quell'episodio, mai del tutto chiarito, indusse Sergio ad entrare in politica, tralasciando la carriera universitaria di costituzionalista.
Il Movimento dei 5 stelle, i vendoliani e la stessa sinistra del Pd ancora una volta sono rimasti fuori dai giochi: una presidenza Prodi avrebbe dato all'Italia un forte prestigio internazionale e avrebbe posto a Renzi un argine, considerato che l'Italia non è certo fuori da drammatici problemi di bilancio.
Cosa attendersi dalla presidenza Mattarella? Sicuramente una sobrietà e la spinta al risanamento del mediocrissimo ceto politico italiano; poi un contraltare di ponderazione all'effervescenza di Renzi, grazie alla formazione di costituzionalista che è propria al neo-presidente; la sfida che però rimane sostanzialmente tutta da giocare è il taglio del sistema perverso e parassitario della burocrazia in tutte le sue articolazioni e una moralizzazione, non solo proclamata, della classe dirigente italiana che rimane tra le più modeste di Eurolandia.
Tuttavia il migliore tra i presidenti della repubblica non può supplire ad un atteggiamento di cinismo o all'improvvisazione dilettantistica di chi prende, sia al livello nazionale, sia a livello locale, le decisioni politico-amministrative.
Infine voglio ricordare che il Presidente della Repubblica è capo della magistratura nelle sue varie articolazioni e un sistema giudiziario veramente indipendente da influenze spurie, siano esse economiche o mass-mediatiche o politiche, è condicio sine qua non per la crescita della moderna società italiana.

Nella foto, il Presidente Mattaerella conforta una nipotina al momento dell'elezione. 
 

Salvatore Emmolo
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