Cronaca Santa Croce Camerina 05/02/2015 10:55 Notizia letta: 11350 volte

Loris, Villardita in difficoltà da Bruno Vespa

Le immagini della videosorveglianza incastrano Veronica
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Roma - Nuova “udienza” del processo mediatico a Veronica Panarello nel “salotto” di Porta a porta. L’avvocato Villardita, che assiste la madre di Loris, è stato messo all’angolo dagli ospiti di Bruno Vespa. Gli è rimasta in mano una carta, tuttavia, una sola: non è plausibile, come afferma l’accusa, che Veronica abbia ucciso il figlio in un “impeto”, ed abbia premeditato lucidamente il delitto, pianficando le cose da fare per occultare il cadavere del bambino.

La verità appesa a un filo, dunque.

Per il resto, le immagini delle telecamere, inoppugnabili, che – allineate dagli investigatori – seguono la Polo nera di Veronica Panarello, momento dopo momento, e raccontano movimenti ed intenzioni del conducente: il ritorno al canalone, la fuga del bambino verso casa, la sagoma “sgranata” di Loris.

È la sagoma, riconosciuta solo da Davide Stival, il marito di Veronica, l’altra tenue speranza della difesa: impossibile l’identificazione del bambino (“potrebbe essersi trattato di un ragazzo che si aggira nei paraggi, pronto ad entrare nìin un appartamento, ci sono stati furti….”). Ma gli investigatori hanno preso le contromisure, interrogando ben diciannove persone, tutti i vicini di casa di Veronica, che hanno in casa bambini. In quella ora nessuno ragazzino circolava per la strada. Chi, dunque, se non Loris?

L’udienza di Porta a porta, è “sfavorevole” alla difesa. Le tesi dell’accusa sono provate dal ben 42 telecamere, tredici delle quali “private”. Santa Croce Camarina, è impressionante, appare un fortino inespugnabile. Non c’è essere umano che abiti in quelle città, che possa sottrarsi all’inseguimento del tubo catodico. Quella Polo nera seguita dalle telecamere per una intera mattinata è diventata l’icona del mondo nuovo. Si resta basiti nell’assistere a quell’inseguimento “postumo” di Veronica Panarello.

Redazione