Sanità Ragusa 07/02/2015 14:52 Notizia letta: 2984 volte

Influenza, Ragusa, si vaccina solo 1 su 10. Aricò predica la prevenzione

Calano del 7% le vaccinazioni rispetto all’anno precedente
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Ragusa - Solo un individuo su dieci in provincia di Ragusa decide di ricevere il vaccino. Il dato illustrato stamane ai giornalisti dai vertici dell’azienda sanitaria di Ragusa, è una spia rossa che si accende. Calano del 7% le vaccinazioni rispetto all’anno precedente. Si passa dal 64% al 57%. Nella fascia dei bambini da 0 a 4 anni, solo 100 bambini su 500 in provincia hanno ricevuto la vaccinazione antinfluenzale. La stagione invernale ha fatto registrare un ceppo circolante tra i più massivi degli ultimi anni, ma il calo delle vaccinazioni ha aumentato certamente le complicanze e i rischi.
“Le vaccinazioni pediatriche per i soggetti che si sono presentati spontaneamente registrano un calo”- ha rimarcato Francesco Blangiardi, Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Asp 7. Il Direttore Generale Maurizio Aricò alza l’asticella dell’attenzione e invita alla vaccinazione. Il servizio di epidemologia e prevenzione vuole prevenire e controllare le malattie infettibili prevenibili attraverso l’uso delle vaccinazioni. Il ceppo influenzale predominante quest'anno è l'H3N2, una variante dimostratasi in anni precedenti più aggressiva. In aggiunta il vaccino utilizzato quest'anno per proteggersi dall'influenza manca proprio della variante del ceppo H3N2 che è stata vista circolare adesso secondo i centri americani del CDC (Centro di Malattie Contagiose) di Atlanta.
Particolarmente il virus si è ormai diffuso in tutto il paese in genere tra il cinque ed il quindici % della popolazione e, come si sa, è virulento particolarmente per i soggetti deboli di difese immunitarie che includono gli anziani ed i bambini.

Ritornando ai numeri , in provincia si registrano molti casi ricovero , di cui 4 con grave insufficienza respiratoria. Si registra anche un decesso . Reparti senza alcun posto letto disponibile e numerosi casi di ventilazione assistita.
“La soglia dell’attenzione è massima –hanno proseguito Francesco Blangiardi e Maurizio Aricò - la fase dell’immunizzazione è calata e questo non favorisce l’argine al ceppo manifestatesi in maniera cosi virulenta”.

Gabriele Giannone
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