Sanità Scicli 07/02/2015 15:05 Notizia letta: 3445 volte

On. Ragusa: Chirurgia a Scicli 7 giorni su 7

Dopo la chiusura della scorsa estate
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Scicli - “Apprendiamo con soddisfazione che il manager dell’Asp 7 è pronto a fare partire il reparto di Chirurgia dell’ospedale Busacca sette giorni su sette, e non più il lunedì e il venerdì come accaduto finora, dando piena applicazione alle previsioni del nuovo decreto dell’assessorato regionale alla Sanità pubblicato il 23 gennaio scorso e che ridisegna la rete ospedaliera in tutta la Sicilia”. L’on. Orazio Ragusa rileva questo importante passo in avanti dopo che l’attività del reparto era stata sospesa nell’agosto scorso e dopo che, qualche giorno fa, lo stesso on. Ragusa aveva evidenziato all’assessore regionale Borsellino la necessità di riavviare in pieno l’attività del reparto così come, d’altronde, previsto dalla programmazione sanitaria regionale. “Finalmente – continua l’on. Ragusa – sarà rispettata una impostazione voluta a Palermo. E prendiamo atto che si comincia a dialogare in maniera importante nell’interesse della collettività e della salute pubblica della popolazione ragusana. Se Chirurgia opererà full time ne usufruirà anche il Maggiore di Modica nell’ottica della creazione degli ospedali riuniti. Otto posti di lungodegenza e due in day hospital per questo reparto che potrà ospitare i piccoli interventi permettendo di smaltire quelli che dovrebbero tenersi nell’analogo reparto del nosocomio modicano. Ribadiamo che tutto ciò non è avvenuto per caso e che non è il capriccio di un manager o di un politico. Questo è il frutto di una pianificazione voluta con forza a Palermo e attuata per evitare che si disperdessero importanti realtà come quelle ospitate dall’ospedale Busacca di Scicli. Prendiamo atto che il disegno redatto alla Regione è finalmente attuato anche nell’area iblea. Non dimentichiamo, d’altro canto, che i numeri saranno sottoposti ad un attento monitoraggio nel maggio 2016. E se non ci sarà rispondenza adeguata a determinati criteri di economicità, si rischia la soppressione. Ed è quello che tutti assieme dobbiamo cercare di evitare”.

Redazione