Giudiziaria Santa Croce Camerina 11/02/2015 21:10 Notizia letta: 3963 volte

Loris, Veronica ricorre in Cassazione

Chiede la scarcerazione
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Santa Croce Camerina - “Andiamo avanti alla ricerca della verità, anche se so che questo non mi ridarà il mio bambino, e non potrò riavere indietro il tempo non trascorso con mio figlio più piccolo”. E’ una delle frasi che Veronica Panarello ha riferito al suo avvocato, Francesca Villardita.
E’ “una donna distrutta”, fa sapere lui, dalla detenzione e dalla lontananza dalla famiglia, ma non si arrende. L’avvocato ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame di Catania che, il 3 gennaio scorso, ha rigettato la richiesta di scarcerazione dell’indagata, detenuta a Agrigento perché accusata dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di suo figlio Loris, di 8 anni.
Secondo la difesa, nella ricostruzione del delitto da parte della procura, mancherebbe un movente. Senza contare l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, sempre a detta della difesa, l’illogicità manifesta dell’ordinanza che l’avvocato Villardita ritiene “piena di contraddizioni”. Il ricorso verte anche su quello per la difesa è “il mancato superamento delle prove scientifiche” presentate a discolpa dell’indagata. In particolare, su questo punto, il legale di Veronica Panarello ritiene che il Tribunale del riesame di Catania “non ha superato con rigore scientifico il tema dell’ orario della morte di Loris”, che per la difesa non è tra le 9-10 come dichiara la perizia medico-legale della Procura, ma spostata più avanti quando la donna ha un alibi: è al corso di cucina al castello di Donnafugata.
Ritenuta “non superata”, nel ricorso in Cassazione, neppure la perizia della difesa sul video ripreso dalla telecamera di sicurezza davanti casa Stival il 29 novembre del 2014 secondo la quale “la sagoma di Loris non è compatibile con ‘soggetto non noto’ che entra nell’ingresso del palazzo”.

Redazione
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