Economia Palermo 23/02/2015 17:55 Notizia letta: 3355 volte

Rosario Crocetta e le contraddizioni del petrolio

Riconvertire Gela
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Ragusa - Siamo in piena Quaresima, lo dice il calendario. Carnevale, dunque, sarebbe finito da un bel po’.
Eppure c’è ancora chi, in Sicilia, si ostina a prolungare le cerimonie burlesche indossando la maschera dell’incoerenza tutti i santi i giorni.
È il caso del nostro Governatore, Rosario Crocetta, che con l’affare del petrolio siciliano e della riconversione della raffineria di Gela, non sa più che pesci pigliare.
Di questi giorni è, infatti, la notizia, così come riportata dal giornalista Mario Barresi, ieri, a pagina 6 de il quotidiano La Sicilia, che la svolta green dello stabilimento gelese, sarebbe decisamente critica.
Un dossier contro la riorganizzazione dei processi produttivi della raffineria è stato presentato al MiSe dai tecnici del ministero dell’agricoltura. Prove tecniche di guerriglia al governo? No, tutt’altro; semplici relazioni tecniche e dettagliate sulle scelte economiche di Eni e di imprenditoria privata sul new deal del petrolchimico, su cui il Governo ha il dovere di vigilare.
Molti i punti oscuri sulla produzione di biodiesel da olio di palma e tantissimi i buchi neri per la generazione di bioetanolo da paglia e fieno proveniente dalla Russia.
Il diesel verde, in sostanza, sarebbe superato, anzi, obsoleto, e il gettito agricolo che avrebbe potuto generare la coltivazione della paglia per il bioetanolo, in terra di Gela, andrebbe a farsi friggere poiché la materia prima arriverebbe direttamente dai mercati dell’ex Unione delle Repubbliche Socialistiche Sovietiche. Niente contributi per le bio coltivazioni da raffineria per i contadini gelesi, dunque, nessun rilancio occupazionale.
Questo, in sintesi, il resoconto del dossier presentato a Renzi e al Ministro Guidi.
Eppure il paladino della svolta green di Gela, Rosario Crocetta, che ha messo sul piatto 450 milioni di euro della Regione Sicilia per favorire la riconversione della sua raffineria, continua a sostenere che il “verde” è l’unico futuro possibile per il petrolchimico voluto da Enrico Mattei. Perché, come dice il Governatore, “il petrolio non regge” per la crisi mondiale, per gli impianti vecchi e per il pet coke, per le emissioni e per l’inquinamento. Il petrolio, dunque, in tempo di Quaresima prossimi alla celebrazioni della Santa Pasqua, non serve alla ex raffineria di Gela e non regge i mercati.
Proprio quel petrolio che doveva portare migliaia e migliaia e migliaia di euro in royalties e posti di lavoro in più per tutta l'Isola, sarebbe, oggi, inutile.
Fino a ieri, però, si celebrava il carnevale in tutto il mondo, d’oriente e pure d’occidente, e il petrolio serviva, reggeva. E fino a ieri, Crocetta, dava carta bianca ai petrolieri di Stato, ma anche no, di perforare in libertà le terre di Sicilia per estrarre gas e olio nero. Nero come l’inchiostro utilizzato per la sigla del famoso protocollo del petrolio siciliano; nero, anzi nerissimo, come le pieghe della veste da giullare che il nostro Presidente della Regione indossa per mascherare le tante verità non dette sulla chiusura della sua raffineria, e sul petrolio dei siciliani, ovviamente.

Redazione