Attualità Ragusa 27/02/2015 12:43 Notizia letta: 2029 volte

Lo scrittore contadino e le storie sui sacchi di mangime

Carmelo Campanella
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Ragusa - Un libro è per sempre ed in provincia di Ragusa, con ben 20 case editrici può ancora avverarsi il sogno di sostenere con tutte le forze il cartaceo, nonostante le innovazioni tecnologiche.

E’ il messaggio che emerge dall’inaugurazione, ieri pomeriggio in un gremito auditorium della Camera di Commercio, della rassegna “Lib(e)ri a Ragusa” dedicata agli autori e all’editoria locale e promossa da un comitato spontaneo di intellettuali e operatori culturali della città.

Dopo la speciale apertura di ieri, il progetto culturale prenderà ufficialmente il via oggi pomeriggio con vari incontri nel cuore della città: alle 17 al caffè Mediterraneo, alla 17,30 e alle 19 alla libreria Flaccavento, alle 17,30 alla Libreria Ubik di via Plebiscito, alle 18,30 e alle 20 al Piccolo Teatro della Badia, alle 19,30 a Palazzo Garofalo.

Il segnale di apertura e di libertà di questa manifestazione è da ricercare nel binomio centro storico - libri, la cui crescita potrà camminare di pari passo se si coinvolgono sempre più esercizi commerciali come fucine di cultura. Le opere che verranno presentate in questi giorni interessano per il 50% temi generali e non vogliono affatto rimanere sul piano locale. La produzione va oltre con opere di saggistica, letteratura, teatro, poesia. Il libro è sicuramente un modo per allargare i nostri dialoghi e le nostre relazioni e la rassegna vuole essere un radicamento nel territorio affinché un libro possa parlare agli altri. Di questo ne è convinto uno degli organizzatori, il professore Giorgio Flaccavento, che si è soffermato su questo aspetto e sulla figura dell’editore della provincia, colui a cui si consegnano i propri sogni, con cui si può parlare della nostra cultura.
E’ solo nella dimensione della provincia che si possono produrre cose autentiche seppur piccole poiché il libro è proprio fatto per dare voce a chi, altrimenti, non ne avrebbe. E questi libri scritti e prodotti in provincia, al di là del valore letterario, rappresentano una fonte inestimabile del nostro territorio e chi ha sete di notizie è proprio in queste opere che deve andare a scovare. Purtroppo anche le nostre biblioteche ne sono sprovviste e la mostra-mercato che si è inaugurata ieri sera presso la sala borse di via Natalelli (fruibile fino a domenica) ospiterà questi libri e potrà fornire al lettore un punto di riferimento importante. I libri esposti saranno venduti con il 10% in meno rispetto al prezzo di copertina. Ribadita da parte dell’editore Pippo Gurrieri la necessità di produrre libri in provincia, quale nuovo volano per le tipografie locali che stanno resistendo ancora alla crisi del cartaceo. L’Amministrazione comunale, con l’intervento del sindaco Federico Piccitto, ha ribadito la sua ferma adesione alla rassegna apprezzando l’intento di rivitalizzazione del centro Storico superiore della città. “Importante - ha detto il sindaco - è poter mantenere la nostra identità ma anche l’idea di veicolarla con il resto del mondo”.
Ad aprire la rassegna “Lib(e)ri a Ragusa” in programma fino a domenica sera, è stata un’eccezionale intervista. Chiara Ottaviano (Archivio degli Iblei) ha infatti dialogato con l’ottantenne Carmelo Campanella, uno scrittore-contadino che ha passato la sua vita a scrivere sui sacchi di carta del mangime per animali. Appassionato di storie di santi, del terremoto del 1643, delle canzoni per la trebbiatura ma anche storie popolari, Campanella potrebbe essere il nuovo caso letterario dopo quello di “Terramatta” rilanciato proprio dalla Ottaviano. “Nel 2000, durante una gita per il Giubileo, sono andato a Roma e sull’autobus è stato un successo raccontare le mie storie racchiuse nella mia memoria e recitare i versi che avevo ascoltato dai miei nonni o dai miei genitori – ha detto emozionato Campanella - Ho battuto diverse strade ma nessuno mi ha aperto la porta, solo una mia nipote mi ha assemblato, come delle fotocopie rilegate, i miei ricordi, un insieme di cose scritte prima su rotoli di carta e conservati per tanto tempo in una cassapanca in campagna”. La Ottaviano, che ha rimarcato come questi ricordi scritti sui sacchi siano nei fatti un giacimento di tradizioni popolari e un fiume di cultura popolare, ha sottolineato la valenza della scrittura di Campanella, “etnografo di se stesso, intellettuale il cui sapere è un vero tesoro”.
L’evento è sostenuto dalla Camera di Commercio di Ragusa, dal Comune di Ragusa, dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa e dai partner Kreativamente, Triumph Corallo, Sprigioniamo Sapori, Libreria Flaccavento, Caffè Italia, Despar, Caffè Mediterraneo, Teatro Badia, Antico Caffè Trieste, Ubik, Confcooperative Ragusa. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale su www.libreriragusa.it e su Facebook LIBeRI A RAGUSA (www.facebook.com/liberiaragusa).

Redazione
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