Cronaca Ragusa 27/02/2015 10:51 Notizia letta: 2008 volte

Nuovo distacco di calcinacci al Tribunale di Ragusa

E' il secondo caso in 4 giorni
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Ragusa - Nuovo crollo di un pannello in fibra minerale dal tetto del tribunale. Questa volta in un’aula della sede centrale mentre si svolgeva udienza. Per fortuna non ci sono feriti. E si riacutizza la polemica sui locali rinverdita in questi giorni a seguito del crollo di un pannello in una stanza del palazzo ex Ina. Si torna a interrogarsi se sia il caso di mantenere tutto concentrato a Ragusa quando si ha a disposizione la nuova struttura di Modica in cui aveva sede il palazzo di giustizia.
“Non si prendano i due episodi per tornare sulla polemica inerente i locali”. È l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ragusa, Salvatore Corallo, a ribattere all’intervento di ieri dell’avv. Carmelo Scarso, che sottolineava l’esistenza di “problemi colpevolmente sottovalutati o addirittura ignorati” e “le inefficienze delle strutture iblee” a fronte di un edificio moderno come quello di Modica, che potrebbe essere utilizzato a servizio del tribunale di Ragusa.
“L’avv. Scarso e chi altri è intervenuto hanno ingigantito il tutto – dice l’assessore -. Il legale potrebbe pure avere ragione quando suggerisce l’utilizzo della struttura modicana, ma non si strumentalizzino gli episodi per riaccendere i riflettori sui locali del tribunale. Nella sede centrale sono in atto lavori di impermeabilizzazione del tetto ancora non terminati. Le abbondanti piogge saranno riuscite a infiltrarsi. Gli uffici preposti hanno già redatto progetti e reperito i fondi necessari per la messa in sicurezza della sede centrale e risulta in fase avanzata l’iter per l’ampliamento dei locali di palazzo ex Ina da destinare a uffici giudiziari. In questo momento sono utilizzati i locali del primo piano, si sta lavorando per il secondo piano”.
L’avv. Scarso incalza ironicamente: “Sarebbe opportuno dotare magistrati, avvocati e personale della sede centrale di caschi protettivi. Ieri al centro dei locali c’era un secchio per raccogliere l’acqua delle infiltrazioni e una segnaletica che indicava di fare attenzione. Si è registrato poi un nuovo crollo. Meglio metterla sulla farsa – commenta – visto il silenzio su quanto avvenuto, nella speranza che l’evento, se pure drammatico, non trasmodi in qualche tragedia”. E lancia un interrogativo: “E’ stata aperta un’inchiesta amministrativa o di altro genere su quanto accaduto? L’assessore è stato fortunato perchè non ci sono stati feriti, altrimenti si parlerebbe anche delle sue responsabilità”.
Va giù duro Salvatore Rando, presidente del Comitato via Loreto. “In questo Paese l’indignazione non serve più, troppe lamentele, proteste inascoltate e chi ha il dovere di intervenire si gira dall’altra parte. Quello che è accaduto nei locali che ospitano alcuni uffici del tribunale è indegno di un Paese civile – dice -. Possibile mai che si parla di prevenzione solo quando ci sono vittime? Possibile mai che un cittadino se non ha le carte a posto per aprire una bottega non apre e invece chi amministra dà esempio contrario? Possibile mai che gli italiani sono chiamati ai sacrifici e l’amministrazione pubblica sperpera affittando locali tra l’altro non a norma per intasare uffici e dismettere locali nuovi antisismici con parcheggi perché non si vuole unificare il tribunale di Modica a quello di Ragusa alla faccia della fasulla spending review?”.

Valentina Raffa
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