Cronaca Ragusa

Antimafia, Bindi: Su Scicli decide Alfano

Audizioni per il Prefetto, e i vertici delle forze dell'ordine

Ragusa - La commissione parlamentare Antimafia è stata oggi a Ragusa, seconda tappa della visita in Sicilia.

Rosy Bindi, intervistata stasera: "Su Scicli decide il Ministro Alfano. A Ragusa l'iter per lo scioglimento è concluso". 

E ancora: "La corruzione è l'arma che la mafia utilizza in maniera principale, quindi auspico che tutte le norme anticorruzione siano le più rigorose possibili".

Circa i possibili collegamenti fra la 'Nrangheta calabrese e la mafia vittoriese, la Bindi ha detto che i verbali delle audizioni della Commissione Antimafia in Calabria sono stati secretati. 

Prima di riunirsi in prefettura, i commissari, guidati dalla presidente Rosy Bindi, hanno programmato incontri nel municipio di Vittoria, centro su cui si focalizza l’attenzione assieme a Scicli, dove sono in corso le procedure preliminari per un possibile scioglimento per infiltrazioni mafiosi.

A questi due contesti territoriali sono dedicati ampi passaggi della realzione annuale della Direzione nazionale antimafia, presentata nei giorni scorsi.

Il rapporto conferma la presenza dell’organizzazione criminale della «Stidda» a Comiso, Vittoria e Pozzallo (estorsioni, traffico di armi e stupefacenti) e di «Cosa nostra» nel Vittoriese con una leadership ricostituita dopo l’operazione «Guardiania» condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa ad ottobre del 2013, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

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Con quell’indagine furono azzerati i vertici di un’organizzazione che secondo la Dna aveva attivato «una sistematica attività di estorsioni e furti in danno degli imprenditori agricoli di Vittoria, svolgendo abusivamente e con minaccia l’attività di guardiania». La nuova leadership farebbe capo a Filippo Ventura. 

A Comiso a marzo del 2014 è stata messa a segno un’altra operazione che ha stroncato un ingente traffico di stupefacenti con un canale privilegiato di rifornimento dall’Albania.

Il gruppo comisano della «Stidda» scrive la Dna, «sembra essersi riorganizzato sotto la direzione di Mario Campailla, nuovamente tornato in libertà».

Il report, che prende in esame la situazione da giugno 2013 a luglio 2014, non contempla i risvolti di uno degli episodi più preoccupanti accaduti a Vittoria, l’omicidio di Michele Brandimarte, reggino di 53 anni, ucciso nella tarda serata del 14 dicembre 2014. La vittima secondo gli inquirenti apparteneva a una famiglia legata alla `Ndrangheta. Due fratelli lo scorso anno erano stati coinvolti nell’operazione «Puerto Liberado» contro un gruppo di narcotrafficanti che importava cocaina dal Sud America a Gioia Tauro. Reo confesso dell’omicidio Brandimarte è Domenico Italiano, 23 anni, di Gioia Tauro.

Quanto a Scicli, la Dna pone l’accento su un gruppo non riconducibile a Stidda o Cosa Nostra e che secondo gli inquirenti farebbe capo a Francesco Mormina. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa, al concorso in associazione, truffa. Il sodalizio avrebbe «imposto il suo controllo, compromettendone anche la regolare attivita’, sull’azienda che aveva l’appalto per la raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Scicli», si legge nel report. Nel giugno del 2014 l’informativa sul «caso Scicli» è stata trasmessa dalla Direzione antimafia al prefetto di Ragusa, che ha avviato le procedure di verifica della sussistenza di infiltrazioni mafiose all’interno del Comune di Scicli.

Nella relazione della Procura nazionale si specifica che «gli esiti delle indagini hanno peraltro accertato l’esistenza di contatti tra alcuni degli indagati raggiunti da provvedimento restrittivo, e politici/amministratori locali (segnatamente il sindaco Francesco Susino) con il quale, il Mormina, aveva canali preferenziali».

Susino si è dimesso cinque mesi dopo la notifica di un avviso di garanzia.
 

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