Attualità Catania 10/03/2015 00:07 Notizia letta: 2753 volte

Premio Bianca di Navarra ad Alessia Scarso

Incoronata
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Catania - Bianca di Navarra.

E' il titolo del premio conferito, con tanto di corona, sabato sera, alla regista modicana Alessia Scarso, nel corso di una cerimonia tenutasi a Catania. 

Il premio è intitolata alla regina di Sicilia, d'Aragona e di Navarra appunto, vissuta all'inizio del 1400. 

Il testo della motivazione del premio alla regista di Italo: “Alla regista Alessia Scarso,autrice del film “Italo” che rappresenta, in modo realisticamente poetico, gli aspetti più universali della condizione umana della provincia siciliana, a confronto con pregiudizi e valori, precarietà quotidiane e desiderio di riscatto. Attraverso una mirabile regia, Alessia Scarso ha riportato sulla pellicola una storia autentica, mettendo in luce l'intelligenza emotiva del cane randagio Italo, un vero e proprio maestro di vita, capace di istillare negli uomini instancabile fiducia nei propri sogni, e perseveranza nella realizzazione dei propri ideali. Il premio è un riconoscimento che le viene attribuito, per l'alto contenuto e il valore etico ed estetico che la sua opera è riuscita a testimoniare. Un premio che vuole essere anche un caloroso incoraggiamento a continuare nella strada intrapresa."

La premiazione è stata organizzata dalla Fondazione “La città invisibile”.

Il commento della regista: "Sono stata invitata spesso ultimamente a rappresentare il film “Italo” presso diverse manifestazioni. Un giorno sono stata contattata da Alfia Milazzo, per conto della Fondazione “La città invisibile”. Avrebbero voluto darmi un riconoscimento come autrice di questo film sul randagio di Scicli. Ho accettato volentieri di partecipare e ieri sono andata all'asilo di via Acquicella di Catania, uno dei luoghi dove la Fondazione opera. Solitamente questo genere di manifestazioni sono caratterizzate da un gentile formalismo un po' ingessato. In questo caso ho trovato un'atmosfera familiare: le stanze erano piene di bambini, di ragazzi. In sottofondo strumenti ad archi che cercavano accordature. Incontro Alfia, Marinella, Mario, Liborio, Luciano, i signori Manca e molti altri. Iniziamo la cerimonia, Alfia mi pone tante domande, il pubblico è molto curioso. Sembro cogliere con il mio curriculum il segno della perseveranza, tipico del premio e della Fondazione. La Guardia di Finanza, accompagnata dal labrador Vasco, quindi mi dà il premio. Si tratta di una corona. Mi imbarazzo, soprattutto quando scopro di doverla indossare. Ovviamente non sanno di quanta grazia la mia personalità sia priva. Avrei voluto dire loro che non era il caso, che non ero idonea per qualcosa di così elegante e simbolico. Poi Alfia legge la motivazione, e allora capisco che lì non sono io ad essere incoronata, quanto piuttosto tutto ciò che ha concorso affinchè la storia di Italo arrivasse a tantissime persone. Nel segno della perseveranza femminile, nel giorno della Donna, ho pensato a tutte le donne che hanno lavorato a “Italo”, a tutte coloro che hanno dato il massimo per ottenere il massimo, dimostrando che l'energia positiva, la voglia di fare, possono prevaricare le difficoltà, le insicurezze, dimostrando che la cultura superficiale del minimo sforzo per ottenere il massimo profitto è un modus operandi senza dignità né futuro. Nel segno della donna e della perseveranza vorrei che tutte le donne di “Italo” si sentissero incoronate.
Ho conosciuto poi la storia di Angela Manca, mamma di Attilio, brillante giovane medico che non c'è più. Morto suicida, secondo la procura di Viterbo. Ucciso, secondo altri, perchè coinvolto suo malgrado in un torbido intreccio di eventi in quella che viene definita trattativa Stato-Mafia. Mentre parlava lei, Angela, ci siamo commossi tutti, Alfia perde capacità di fare domande, e ci siamo scossi tutti. Scossi della grandezza del coraggio infinito di una madre che lotta per ottenere la verità sulla morte del figlio. Ho pensato che la corona sarebbe dovuta essere posta sul suo capo. Ma ciò che mi veramente mi auguro è che una corona possa essere posata sulla Giustizia e sulla Verità che questa mamma cerca e tutti noi ci auguriamo.
Ha chiuso la serata un altro “incoronamento”. Quello del concerto dell'Orchestra Sinfonica Infantile “Falcone Borsellino”. La Fondazione “La città invisibile”, attraverso il metodo Abreu, un modello di educazione didattico-musicale diffusa e capillare con accesso gratuito e libero per bambini e fanciulli di tutti i ceti sociali, arriva là dove lo Stato non riesce più ad arrivare.
Dimenticavo... Grazie. Grazie di questo momento che è stata esperienza meravigliosa per tutti. Grazie ad Angela, grazie ai giornalisti che si stanno occupando del caso Manca. Grazie alla Fondazione “La città invisibile”, per ieri e per tutto ciò che fanno. Grazie a tutti gli adulti, ma grazie soprattutto a tutti i bambini e i ragazzi, non solo perchè hanno suonato ieri, ma soprattutto perchè hanno scelto di suonare sempre".  

Redazione