Attualità Giurisprudenza 11/03/2015 00:38 Notizia letta: 2881 volte

Scioglimento per mafia, l'istituto della incandidabilità

Per il turno elettorale successivo
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/11-03-2015/scioglimento-per-mafia-l-istituto-della-incandidabilita-500.jpg

Uno dei temi più interessanti nei casi di scioglimento per mafia di un comune è l'istituto della incandidabilità per quegli amministratori, siano essi sindaco o assessori o semplici consiglieri comunali, che con la loro condotta hanno determinato le condizioni per lo scioglimento dell'ente. 

Il Tribunale di competenza fissa un'udienza camerale per la declaratoria ai sensi dell’art. 143 del Tuel dell’incandidabilità alle successive elezioni comunali, provinciali o regionali, degli amministratori e dei consiglieri, tutti quelli che – secondo le risultanze della famosa relazione stilata dalla Commissione d’accesso e dal resoconto del prefetto– avrebbero determinato con le loro condotte lo scioglimento del Consiglio comunale.

Il Viminale per chiedere la declaratoria dell’incandidabilità degli ex amministratori trasmette al Tribunale il decreto di scioglimento del Comune, la relazione e la proposta di scioglimento che la Prefettura aveva formalizzato. E proprio nella proposta del prefetto è contenuta la descrizione delle condotte dei soggetti per i quali viene chiesta l’incandidabilità. 

L'incandidabilità opera per un turno elettorale.

Con lo scioglimento del Comune, che in genere determina un periodo commissariale di un biennio, la carriera politica degli "incandidabili" viene stoppata per sette anni. 

Nella foto, il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano. 

Redazione
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg