Sport Calcio 12/03/2015 17:54 Notizia letta: 1626 volte

L’Italia è alla frutta ma noi tifiamo Mourinho

Un allenatore speciale
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Ragusa - Molti, anzi moltissimi anni fa, era Presidente della Provincia Regionale di Ragusa uno sciclitano. Un uomo buono (e non un buonuomo) e giusto, il classico padre di famiglia, che prese in carico quella poltrona perché convinto di poter fare bene a favore della collettività iblea.
Ebbi modo di discutere con lui diverse volte e sempre sui toni della antica civiltà, provinciale, ma alta. Tranne che per un argomento, laddove il Presidente si innervosiva. Accadeva quando l’attenzione si spostava su un dipendente dell’ente Provincia, un Dirigente. Sosteneva il Presidente “che questo signore si ammazzava per trovare il modo di poter lavorare il meno possibile, meglio il niente, il nulla. Che se solo avesse messo la metà dell’energia spesa in quella ricerca a lavorare, sarebbe stato il migliore tra tutti i dipendenti di Viale del Fante”.
Mi è venuto in mente questo aneddoto quando, tra mercoledì sera e giovedì mattino ho visto e distrattamente seguito – sui giornali, in televisione e sul web – quello che era accaduto al mister Josè Mourinho. Si tratta di un allenatore di calcio, che si è autodefinito “the speciale one”, ed attualmente sulla panchina del Chelsea, glorioso e ricchissimo club di Londra.
La sua squadra, giocando in casa per passare ai quarti di finale della Coppa Campioni, ha pareggiato per due gol a due con il Paris Saint Germain, formazione di Parigi senza gloria alcuna ma con ancora più soldi dei londinesi. Ai quarti sono andati i francesi pur giocando in dieci dalla mezzora del primo tempo e dovendo recuperare prima lo zero a uno e poi l’uno a due.
Ebbene, sui mezzi di comunicazione italiani e soprattutto su FaceBook si è scatenata una ferocissima (e sovente divertentissima) critica nei confronti del portoghese Mourinho, con qualche cenno di difesa nei suoi confronti. Ci si chiederà: ma a noi italiani quanto potrà interessare del Chelsea, del Paris Sanint Germain, di Mouriho e del passaggio ai quarti? In teoria nulla. Tant’è che a nessuno è venuto in mente di scrivere qualcosa sul sette a zero del Bayern di Monaco di Baviera su una squadra mi pare russa. Come nessuno ha scritto nulla sul Porto che il giorno prima aveva battuto il Basilea o sul Real Madrid che aveva battuto lo Shalke 04 (e dire che Real e Shalke sono allenati da due italiani).
E allora perché tanta animosità verso Mourinho? Molto semplice (cioè, semplicemente folle nella sua logicità): l’allenatore portoghese ha allenato, qualche anno fa, l’Internazionale di Milano, quella squadra che vinse moltissimo (il famoso “triplete”) quando Moratti aveva ancora i soldi e il capitano era Zanetti e non Guarin.
E siccome il portoghese è oggettivamente tra le persone in assoluto più antipatiche e scostanti del Pianeta, allora succede che tutti i tifosi italiani che non siano interisti, a partire da milanisti e juventini, lo aspettano al varco e, dopo una figura come quella contro il PSG sono subito pronti a sfotterlo, tanto quanto sono pronti gli interisti a difenderlo facendo riferimento al celebre triplete di morattiana memoria.
E il collegamento con il Presidente della Provincia di Ragusa e del suo dirigente scansafatiche quale sarebbe? Semplice: se impiegassimo la metà del tempo a farci i fatti degli altri applicandoci nei fatti nostri, guadagneremmo tantissimo di più. Ed è indubbiamente vero. Ma è altrettanto indubbiamente vero che ci annoieremmo a morte e saremmo solo piccoli svizzeri, ma senza i loro soldi, più o meno sporchi.

Saro Distefano
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