Attualità Casistica 14/03/2015 22:45 Notizia letta: 3444 volte

Scioglimenti per mafia, la politica non è vittima, ma carnefice

Le reazioni di chi viene spazzato via
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La teoria del complotto, l’atteggiamento del vittimismo.
Sono i due comportamenti tipici che la politica assume nei Comuni italiani sciolti per mafia dal 1991 ad oggi, da quando cioè esiste la legge 164, e successive modifiche.
La politica, che si offre all’opinione pubblica come vittima, è in realtà artefice dello scioglimento, misura che il Governo nazionale assume non contro le comunità governate, ma contro i governanti.

Quali sono gli atteggiamenti tipici di una gestione politica della cosa pubblica comunale che merita lo scioglimento per mafia?

L’adozione di misure clientelari, senza alcuna selezione di merito, nella scelta dei dirigenti, una rete clientelare di scambi di favori e corruzioni, e, come ebbe modo di rilevare il Ministro dell’Interno pro tempore Roberto Maroni, in una occasione, “il radicamento di anomalie organizzative e procedurali nonché le illegittimità gravissime quanto diffuse”.

Altri elementi tipizzanti che portano allo scioglimento sono i casi di imprese costantemente agevolate dall’amministrazione comunale, con il sistematico ricorso per gli affidamenti a procedure d’urgenza in mancanza dei relativi presupposti e con l’arbitraria precedenza nella liquidazione dei mandati di pagamento. Ciò soprattutto in materia ambientale. 

Altri fattori che costringono il Consiglio dei Ministri allo scioglimento sono gli opachi interessi sugli appalti pubblici, le discutibili concessioni edilizie, l’incapacità di portare avanti con determinazione le attività amministrative.

Si, ma cosa c’entra questo con la mafia?

La politica ha un ruolo delicatissimo.

Un esempio.

Nel procedimento dello scioglimento del Comune di Crispano (Napoli), nel 2005, nel bel mezzo della festa patronale, vennero pubblicamente rivolti dei ringraziamenti ad un noto esponente mafioso (in quel momento detenuto) dinnanzi alla presenza del sindaco ed altri rappresentanti dell’amministrazione locale.
La mancata condanna dell’episodio da parte del sindaco, si tradusse nello scioglimento del suo esecutivo in quanto apparve evidente la presunta e potenziale collusione del clan camorristico con alcune istituzioni locali.

Per intenderci, se un sindaco viene coinvolto in una inchiesta, e la politica locale, ben lungi dal prendere le distanze, e dal reagire con dimissioni immediate, difende l’operato del primo cittadino indagato, la politica assume per intero l’onere di concretare le condizioni perché lo scioglimento divenga ineludibile.

Cosa può fare la politica per salvaguardare il Comune dallo scioglimento?

Solo le dimissioni in massa di sindaco, giunta e consiglio, ma prima dell’arrivo della commissione d’accesso agli atti amministrativi.

Solo in tal caso non si può procedere allo scioglimento per infiltrazione mafiosa.

Come reagisce invece la politica, di solito?

Esiste una tipologia omogenea di reazioni, in letteratura, da parte dei politici locali che subiscono l’onta dello scioglimento.

La prima tipologia di reazioni è quella afferente alla ”teoria complottista, vittimista”, una costante di tutti i consigli comunali italiani sciolti per mafia.

A Lamezia Terme, uno dei 25 comuni italiani sciolto due volte per mafia, il sindaco dichiarò: “L’evento è nato…preparato. Infatti c’è stata un’escalation da parte della stampa, dei mass media. L’opinione pubblica è stata molto disorientata ed alla fine era pronta ad accogliere qualsiasi cosa, anche un decreto di scioglimento verso un’amministrazione che aveva eletto solo un anno prima con grande consenso”.

L’attacco alla stampa, insieme all’insinuazione che i Comuni vicini siano i veri mandanti dello scioglimento è una costante dei politici colpiti dallo scioglimento, misura che spazza via intere generazioni di esponenti dei partiti locali.

Altro fatto tipico emergente è l’incapacità della classe politica di costruire una seria analisi della situazione al fine di progettare un’azione volta al riscatto ed al cambiamento della città, come se la stessa avesse subito uno shock dal quale fa fatica a riprendersi.

Redazione