Giudiziaria Modica 17/03/2015 12:00 Notizia letta: 3393 volte

Chiedono soldi in prestito e si trovano casa all'asta

Un debito di 13 mila euro
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Modica - Chiedono in prestito del denaro per potere tirare a campare e si ritrovano con la casa in vendita all’asta. Il danno e la beffa per una coppia di modicani, B.R. e G.S., che si sono affidati all’avvocato Piero Sabellini e si sono costituiti parte civile nel procedimento che vede oggi due persone rinviate a giudizio dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Ragusa. P.F. e P.S., che sono difesi dall’avv. Carmelo Scarso e dall’avv. Fabrizio Pacetto, devono rispondere dell’accusa di usura.
Tutto ebbe inizio il 2 maggio del 2013, quando i coniugi modicani, apprendendo che la propria abitazione era stata messa all’asta, temendo di perderla, si sono rivolti al loro legale di fiducia perché chiarisse cosa era accaduto e li aiutasse a non essere “sfrattati” dalla propria casa. Questi ha ricostruito quanto era accaduto.
Stando alle sue ricerche, i due coniugi avevano richiesto un prestito a P.F. e P.S. per un importo di 12.000 euro, denaro che sarebbe servito loro per ottemperare ad alcune spese necessarie e in generale per potere vivere. In pochi mesi la coppia ha dovuto restituire in assegni ai due imputati che avevano prestato loro 12mila euro in contanti non l’importo di 12mila euro ricevuti, ma molto di più. La cifra totale di assegni emessi (nove in tutto), infatti, corrisponde a 24.800 euro, pari a un interesse usuraio annuo nominale – se sarà confermata l’accusa – del 1.200%.
Ma la beffa per i coniugi B.R. e G.S. doveva ancora venire. Perché, dal momento che non disponevano dell’importo degli assegni emessi (24.800 euro) a favore di P.F. e P.S., uno dei due presunti usurai ha promosso azione in tribunale contro di loro e, tramite i titoli di cui era in possesso, ha chiesto la vendita dell’immobile di proprietà della coppia modicana, per potere riscuotere la somma che a suo dire la coppia gli doveva.
Risulta, certo, quanto mai insolita questa azione di esecuzione immobiliare promossa da uno dei due imputati sull’appartamento delle parti offese per recuperare le somme che riteneva dovute.
Come anzidetto, i due soggetti che hanno prestato il denaro sono stati rinviati a giudizio dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Ragusa, in pieno accoglimento della richiesta formulata dal pubblico ministero, il sostituto procuratore Francesco Puleio.

Valentina Raffa