Attualità Scicli 18/03/2015 20:22 Notizia letta: 2063 volte

Ingallinesi coi Dipasqualiani

Renziani di primo pelo
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Scicli - Il consiglio comunale di ieri sera a Scicli si è aperto con un documento, letto dal consigliere Giuseppe Puglisi, a nome dei colleghi Ciavorella, Causarano e Aquilino, in cui si esprime apprezzamento per la richiesta del consigliere Mauro Ingallinesi di entrare nel gruppo consiliare del Pd. Lo stesso Ingallinesi era stato rinnegato dal segretario del Pd Armando Cannata. 

Due settimane fa l'ex sindaco Enzo Manenti aveva incontrato l'on. Nello Dipasquale per trattare un accordo organico fra alcuni consiglieri e lo stesso deputato regionale, già sindaco di Forza Italia del capoluogo ibleo.

Il presidente Ferro ha quindi salutato il neocostituito gruppo consiliare del Megafono, formato dai consiglieri Vanasia e Giannì.

Assente dal consesso Claudio Caruso, che aveva affidato a un comunicato stampa la dichiarazione in ragione della quale avrebbe rassegnato le dimissioni da capogruppo consiliare del Pd.

Intanto, il segretario Pd Armando Cannata parla di questione morale: "Non può che rincuorare il “segretario” del PD – e la città di Scicli – il fatto che in questa ondata di confusione e sbandamento politico, alimentati spesso da interventi speciosi o “smemorati’ provenienti da dentro e fuori il partito, arrivi una richiesta di “sinistra” - della sinistra delle “grandi idealità”, mi sembra - quella che negli anni ’70 teneva alta la bandiera dei valori, trascinata da leaders di incontestabile e riconosciuta levatura politica e morale. 
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E casualità vuole, che tutto ciò accada in ricorrenza di un tragico evento luttuoso, l’ uccisione di Aldo Moro leader dell’allora DC maggior partito di Governo, che proprio con Enrico Berlinguer con coraggio intraprese la difficile strada del cambiamento, in un Paese indebolito da corruzione, da malaffare politico e da trame sommerse tendenti ad offuscare la coscienza democratica della gente, nonché da un sistema avvezzo già allora al trasformismo politico.
E in questa cornice che a Scicli, città investita da una tra le più terribili crisi che si ricordino, anche ora come allora, non ci si può esimere di affrontare il tema centrale, drammaticamente attuale, con deciso spirito autocritico e con la necessaria onestà intellettuale: “La questione Morale”!
Su questo tema il Partito Democratico – sono certo – vorrà fondare il nuovo corso di Scicli, proponendo per primo a largo raggio una riflessione: su quali basi e su quali valori vorrà fondare il proprio futuro, per scegliere democraticamente donne e uomini, coerenti e capaci, che li possano poi portare avanti e realizzarli.
Ben venga pertanto qualunque iniziativa, politica e popolare, specie dopo due casi di tornate amministrative dall’epilogo “drammatico” di cui si abbiamo conosciuto attori protagonisti e “comparse”.
Siamo certi che i concittadini, che osservano e discernono, sapranno distinguere tra opportunità e opportunismi, tra “chi lavora in silenzio interpretando con serietà e dedizione il proprio ruolo” e chi indica agli altri efficaci rimedi per danni che egli stesso ha contribuito a creare(inconsapevolmente ?).
La “Questione morale” è pertanto fondamento e precondizione per una “ricostituzione” della vera immagine di Scicli e di quanti onestamente hanno contribuito negli anni a costruirla.
Il Partito Democratico invita i Partiti e quanti vorranno rendersi disponibili a perseguire un rilancio della Città a definire sin d’ora un “profilo etico” della Politica e dell’Amministrazione, improntato alla trasparenza ed alla legalità, a cui attenersi sin dalla formazione dei programmi e dalla definizione delle alleanze.
Lungi dall’idea di giudicare le “prediche … sul vero bene della città” e le esortazioni alla “conversione” del Segretario (che pur ci sta in periodo di quaresima), raccolgo la “richiesta di + sinistra nel PD” individuando in essa un potenziale catalizzatore di valori, di primissimo piano quali “Trasparenza, democrazia e legalità”.
Chissà se ancora oggi – come accadde negli anni ’70 – riusciranno suscitare l’entusiasmo e l’impegno diffuso per costruire una città all’insegna “libertà, uguaglianza…” -e … perché no – “…. Fraternità” !
Certo non avrei mai immaginato in quegli anni ’70, di trovarmi a fare “discorsi ed esortazioni di sinistra” !
Ma credo possa valerne un bene per tanti!", conclude Cannata. 
 

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