Giudiziaria Scicli 18/03/2015 09:53 Notizia letta: 3184 volte

Scicli verso lo scioglimento per mafia

Il consiglio sodale politico del sindaco
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Scicli - Rinviato a giudizio dal gup di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino. Il rinvio a giudizio arriva anche per gli 8 indagati dell’operazione “Eco” condotta dai carabinieri nello scorso mese di giugno, fatta eccezione per Franco e Ignazio Mormina, padre e figlio (operatori ecologici), che avevano chiesto e ottenuto il rito immediato e compariranno in aula il 17 aprile. A essere rinviati a giudizio all’8 maggio sono Gianni Mormina (fratello di Franco), anche lui netturbino, Ugo Lutri, pluripregiudicato con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, difeso dall’avv. Francesco Riccotti e Giacomo Fidone, pure lui pluripregiudicato, tutti sciclitani. Poi c’è Renzo Gazzè, Lorenzo Trovato, Giovanni Di Stefano e Vincenzo Tumino, accusati di truffa, e Bartolomeo Cannella, accusato di favoreggiamento.
La decisione assunta dal gup pesa come un macigno. Per l’accusa l’ex sindaco, pur senza farne parte, ha concorso nell’associazione mafiosa operante a Scicli, che faceva capo a Franco Mormina, contribuendo attraverso le sue azioni a rafforzare la capacità operativa dell’associazione in particolare nel campo della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Stando a questa accusa, Susino, in qualità di sindaco, ma prima ancora di candidato alle elezioni amministrative del maggio del 2012, si accordò con Franco Mormina, esponente di spicco del clan a lui riferibile, ottenendone l’appoggio in campagna elettorale in cambio dell’assegnazione della gestione della competizione. Il clan, in pratica, doveva gestire l’affissione dei manifesti elettorali. Una volta eletto, il primo cittadino, attraverso il suo interessamento, avrebbe fatto ottenere al clan l’affidamento, diretto o in sub-appalto, delle esecuzioni di lavori pubblici, contratti vantaggiosi con la pubblica amministrazione, finanziamenti, concessioni e anche posti di lavoro per i sodalizi del clan e i parenti.
Promesse che, secondo l’accusa, stando agli esiti delle indagini dei militari dell’Arma, sarebbero state mantenute assicurando da parte del sindaco, nel corso di continui contatti confidenziali, una sorta di corsia privilegiata alla consorteria criminale, che avrebbe preso sempre più piede in città, in particolare nell’impresa ecologica “Eco Seib srl” che gestiva il servizio di nettezza urbana a Scicli.
Qui Mormina, confidando nell’appoggio del sindaco, aveva piazzato parenti (Giovanni e Ignazio Mormina) e amici (la figlia di Lutri). Col risultato che alcuni dipendenti furono licenziati quando tentarono di opporsi al regime delinquenziale.
“Andiamo serenamente avanti, al giudizio, perché riteniamo che non sia fondata l'accusa mossa. Abbiamo già messo in evidenza vari aspetti nella nostra linea difensiva che evidentemente non sono stati approfonditi nell'udienza preliminare. La riproporremo con la stessa intensità davanti al tribunale l’8 maggio". Così l’avv. Cesare Borrometi che, con l’avv. Carmelo Passanisi, difende Susino. “Lui ha appreso la notizia con estremo dispiacere – ha concluso il legale - avendo, come sostenuto già in passato, la consapevolezza di essere estraneo ai fatti”.

Conto alla rovescia

Nel procedimento che vede rinviato a giudizio l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino, e altri 8 indagati, si sono costituiti parte civile il comune di Scicli, l’impresa ecologica “Ecoseib” di Busso, che gestiva il servizio di nettezza urbana a Scicli e di cui i Mormina erano dipendenti, alcuni privati cittadini vittime di estorsioni e un’associazione antiracket. Il Comune di Scicli sembra piombare inevitabilmente verso lo scioglimento per mafia. Lo deciderà il Consiglio dei ministri. Al momento l’ente è retto dal commissario straordinario Ferdinando Trombadore.

Valentina Raffa
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