Attualità Vittoria

Antimafia, convegno a Vittoria

Sul voto di scambio

Vittoria - La mafia è un morbo che ci affligge, il malaffare è un morbo di cui non possiamo, ma di cui vogliamo liberarci. La legalità non ha una bandiera di partito; la legalità, la libertà e la giustizia sono i valori di una società. Il problema della mafia si può risolvere se lo si imposta nella maniera corretta.
Con queste parole il Presidente del Centro Studi Lazzati, Dott. Romano De Grazia, ha avviato il proprio intervento nell’ambito dei lavori del convegno, tenutosi in data 20 marzo 2015 a Vittoria presso la sala conferenze dell’ ex Antico Convento dei Frati Cappuccini, dal titolo “Legalità tra etica e diritto. Voto di scambio politico-mafioso e Legge Lazzati”.
L’evento, organizzato con la collaborazione dell’AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) Sez. di Ragusa, fortemente sostenuto dall’Amministrazione Comunale della Città di Vittoria, ha inteso approfondire l’attuale tematica del voto di scambio politico mafioso (artt. 416 bis e 416 ter c.p.). I lavori del convegno, moderati dal Presidente dell’Aiga di Ragusa, Avv. Francesco Del Stabile, hanno visto i saluti del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Ragusa, Avvocato Daniele Scrofani.
Gli interventi dei relatori, che hanno preceduto il Dott. De Grazia, hanno affrontato la tematica sotto il profilo sociologico e pedagogico con il Prof. Giancarlo Costabile (docente presso l’ UNICAL, Dipartimento Scienze dell’ Educazione – Pedagogia della R-esistenza) e, sotto il profilo tecnico- giuridico con gli Avvocati, Natalia Branda (esponente del Centro studi Lazzati) e Damiano Viteritti (coordinatore del Centro studi Lazzati).
Il filo conduttore del convegno è stato il divieto per i sorvegliati speciali di P.S., indiziati di appartenere ad organizzazioni mafiose, di potere fare propaganda elettorale ai politici e di punirli con una sanzione penale in caso di violazione. La sanzione penale, come sottolineato durante i lavori, alla luce della citata legge Lazzati, viene estesa anche al candidato che richieda o solleciti la propaganda elettorale al sorvegliato speciale.
Sul punto, ha sottolineato il Dott. De Grazia che “il sorvegliato speciale, al quale vengano tolti i diritti di elettorato attivo e passivo, attraverso il mantenimento del diritto di opinione…., mantiene la possibilità di raccogliere voti per questa o quell’ altra fazione politica….la Legge Lazzati si pone l’ obiettivo di colmare la distrazione del legislatore o l’interessato silenzio affinchè la classe politica utilizzi quel pacchetto di voti perverso”.
Il percorso della Legge Lazzati ha inizio nel lontano 1993, quando, all’indomani delle stragi di mafia di Capaci e di Via d’ Amelio molti comuni siciliani e calabresi venivano sciolti per infiltrazioni mafiose ed un gruppo di giovani guidati dal Dott. De Grazia, magistrato di Cassazione, creava il Centro Studi con il chiaro intento di portare avanti l’esempio di impegno civile e di pulizia morale del Rettore dell’Università Cattolica di Milano, Giuseppe Lazzati e di risolvere il problema del malaffare attraverso un ambizioso progetto normativo.
“Nel 1957” -continua il Dott. De Grazia - “ andai a Milano ed ebbi la fortuna di conoscere Giuseppe Lazzati. Allora Lazzati parlava di una giustizia che non può essere disgiunta dalla legalità e di una legalità che non può essere disgiunta dalla solidarietà. Nel 1993 ispirandoci a questi valori fondammo il Centro Studi, mentre tutto intorno c’era la violenza e la mafia. In questo degrado che si ripete sistematicamente, il ritorno ai valori della Carta Costituzionale è la motivazione per l’elaborazione della legge Lazzati. Per affermare questi principi fondamentali sono occorsi 20 anni ed il 6 ottobre 2010 sono stati affermati. Tuttavia, la modifica apportata in parlamento ha fatto riferimento al divieto di affissione di manifesti e di distribuzione dei volantini ai sensi della legge n. 212/56”.
Durante il dibattito parlamentare, purtroppo, l’originario disegno di legge ha subito parziali modifiche con l’introduzione di alcune incongruenze che ne hanno ridotto la portata applicativa.
Sintomatica è stata la scelta della città di Vittoria, triste teatro di guerre di mafia e proclamata “citta antimafia”, come si legge da un cartello che dà il benvenuto ai visitatori. In questo scenario, molto spesso oggetto di inchieste giudiziarie penali, l’invito del Dott. De Grazia alla platea di seguire l’esempio di Giuseppe Lazzati risulta fortemente emblematico: i valori della giustizia, della legalità e della solidarietà devono viaggiare su gambe giovani!

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