Giudiziaria Modica 02/04/2015 17:01 Notizia letta: 2898 volte

Furto con inseguimento e sparo, condannati

I fatti in via Pellico
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Modica - I suoi amici sono stati condannati martedì in abbreviato dal Gup di Ragusa. Lui invece, il 34enne Mohamed Hassan El Hamadi, difeso dall’avv. Giovanni Favaccio, ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario. Dovrà comparire in aula il prossimo 17 aprile. Si tratta del quintetto che nel mese di gennaio fu arrestato dai carabinieri della Compagnia di Modica per avere rubato in un’abitazione del centro storico e per l’aggressione - da parte di uno di loro – a un militare dell’Arma che, durante una colluttazione, lo ferì con un colpo partito accidentalmente dalla pistola d’ordinanza.
Era sera quando i carabinieri, allertati da un residente della zona, si recarono in via Silvio Pellico per accertarsi di cosa stesse accadendo in un’abitazione. I ladri erano ancora dentro, così due carabinieri entrarono intimando l’alt. All’interno della casa c’erano cinque stranieri, per l’esattezza quattro di origine tunisina e un libico, già noti alle forze dell’ordine, che non si aspettavano di certo di vedersi di fronte i carabinieri. Uno di loro cercò di fuggire dal retro, ma non trovando alcuna uscita secondaria tirò fuori un coltello a serramanico, di quelli di genere vietato, e, proferendo frasi offensive nei confronti dei militari, li minacciò per cercare di farsi un varco e fuggire via.
Non sortendo l’effetto sperato, si è scagliò contro uno di loro facendolo cadere a terra. Ebbe inizio a quel punto una colluttazione senza risparmio di colpi. Stando alla ricostruzione dei fatti effettuata dall’Arma, il tunisino cercò di affondare il coltello nel corpo del carabiniere per divincolarsi dalla presa a un braccio che gli impediva di fuggire e fu in quel momento che partì accidentalmente uno sparo dalla pistola del militare che colpì la parte anteriore della coscia del giovane straniero.
Ad essere refertati in Pronto soccorso all’ospedale “Maggiore” furono entrambi: lo straniero e il militare. Il primo fu sottoposto a intervento chirurgico per la riduzione della frattura scomposta del femore sinistro procuratasi durante la caduta, mentre il carabiniere riportò contusioni varie.
Del quintetto faceva parte addirittura un giovane dializzato, già noto alle forze dell’ordine: il 36enne Dakhil Majri che, come anche gli amici Chibeb Fodha, 35 anni, Saddam Mejri, 23 anni, difesi tutti dall’avv. Favaccio, è stato condannato in abbreviato dal Gup a 2 anni di reclusione. In abbreviato è fioccata una condanna anche per il 28enne Lofti Amara, a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Per loro la pena è più pesante che la richiesta stessa da parte del Pm a 1 anno e 4 mesi. Come anzidetto, il quinto componente del gruppo, El Hamadi, sarà giudicato con rito ordinario.

Valentina Raffa
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