Giudiziaria Scicli 03/04/2015 09:35 Notizia letta: 4816 volte

Comune condannato a 1 mln di euro, destinatari chiedono bonifico

La famiglia Scrofani-Rizza in attesa di indennizzo
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Scicli - Sono trascorsi tre mesi dalla data entro cui – precisamente il 31 dicembre 2014 – il Comune di Scicli avrebbe dovuto corrispondere a un privato, la famiglia Scrofani-Rizza, la somma di 1.098,455,07 euro quale indennità di espropriazione di un terreno per la costruzione di 66 alloggi di edilizia popolare dello Iacp di Ragusa. Ad oggi il debito non è stato saldato. Questo comporta che la famiglia potrà agire per ottenere l’intero maxi pagamento a cui l’ente era stato condannato dalla Cassazione, ossia 1.183.907,21 euro, successivamente scontato del 5% a seguito della transazione proposta dal Comune. Ciò comporterebbe un ulteriore peso per le tasche dei cittadini.
Il contenzioso risale al giugno 1991 quando la famiglia Scrofani-Rizza convenne in giudizio dinanzi alla Corte d’Appello di Catania per la determinazione dell’indennità di espropriazione da parte dell’ente pubblico di un terreno che sarebbe dovuto servire per costruire case popolari. La sentenza del marzo 2007 favorevole al Comune fu impugnata e l’ente nel 2013 fu condannato al pagamento di oltre 450mila euro più interessi. La famiglia Scrofani-Rizza chiese l’esecuzione della sentenza, quantificando il debito in 1.183.907,21 euro più interessi maturati dal 1 ottobre 2013 alla data del pagamento che sarebbe stato effettuato da parte del Comune.
Fu proprio l’ente a richiedere una transazione quando, vistosi negato dalla Corte dei Conti – sezione di Controllo per la Regione siciliana - l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, così come lo aveva redatto, l’Amministrazione impartì precise direttive ai capi settori titolari di debiti fuori bilancio di avviare tentativi di transazioni per ricondurre il debito a costi più sostenibili dall’ente, con la possibilità di rateizzare per un arco temporale consono al piano di riequilibrio. La transazione in questo caso fu caratterizzata da un ribasso del 5% (in analoghe circostanze fu del 10%) e si convenne nel pagamento in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2014. Data trascorsa da tre mesi.

Valentina Raffa
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