Attualità Palermo 11/04/2015 21:13 Notizia letta: 3409 volte

Carlo Degli Esposti: Voglio aprire la Palomar a Ragusa

"Agrodolce? Macelleria televisiva"
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Palermo - Ciak Si-cilia. 

E' il tema del convegno tenutosi ieri a Palermo, su input della film commission regionale, per parlare di programmazione delle attività di produzione cinematografica nell'Isola, e del fenomeno del cineturismo.

Ospite d'onore della manifestazione Carlo Degli Esposti, patron della Palomar, la società di produzione del Commissario Montalbano. 

Un fiume in piena l'alter ego televisivo di Andrea Camilleri. Padre della fiction italiana più amata nel mondo, venduta in 65 paesi, ha ricordato la conferenza stampa di presentazione della serie tv, negli uffici Rai, nel 1999, quando il capo della fiction della tv pubblica dichiarò: "Con Montalbano abbiamo fatto una operazione meramente culturale, che purtoppo non incontrerà mai il gusto del pubblico".

Mai profezia fu più sbagliata.

Degli Esposti ha ricordato le umiliazioni, le incomprensioni con la politica e con i vertici Rai, il desiderio di girare tutto in Sicilia, facendo un'operazione culturale, e non solo gli esterni per poi riprodurre gli interni a Cinecittà. 

Stoccate dure nei confronti degli uffici regionali dell'assessorato al turismo, mentre più clemente, il produttore, si è mostrato nei confronti dell'assessore Cleo Li Calzi.  

"Vi innamorate del camionista che vende mozzarelle di bufala, e non capite di dover intrecciare rapporti con i produttori di mazzarelle di bufala".

Fuor di metafora? "Avete dato soldi ad Agrodolce, una fiction che è macelleria televisiva, dove i vostri bravi attori di teatro siciliani sono stati massacrati, quando noi avevamo fatto un'operazione di recupero culturale con loro. Vi piace la parte commerciale delle cose, e non capite che la cultura sta nel recuperare il prodotto nella sua naturalità e territorialità". 

"Fosse per me, aprirei una sede Palomar a Ragusa, una a Siracusa, una a Catania. E' qui, con le forze locali, che bisogna fare cinema e televisione, non con operazioni d'importazione e di colonialismo culturale". 

Redazione