Attualità Ragusa 12/04/2015 14:44 Notizia letta: 8211 volte

Cede pilone, da Ragusa più di 5 ore per Palermo

Investito da una frana dovrà essere rimosso
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Ragusa - Il crollo del pilone è avvenuto lungo l’autostrada A19 tra Scillato e Tremonzelli. A provocare il cedimento della struttura portante in cemento armato del viadotto Himera è stata una frana nei pressi di Caltavuturo, iniziata nel 2005, dunque sarebbe stata monitorata per almeno due lustri, e alimentata dalle insistenti piogge di questi ultimi mesi, che ha spostato l'assetto della carreggiata provocando un avvallamento.
Per fortuna al momento del crollo non passavano auto. Ma quel che ci fa più preoccupare è che i lavori di ripristino potrebbero durare anni. L'indicazione è venuta dal sopralluogo dei tecnici all'altezza del viadotto Himera, chiuso in entrambi i sensi di marcia. Il pilone si è spezzato alla base e, inclinandosi, si è adagiato sull'altra campata. La rimozione della struttura è perciò giudicata una misura preliminare per ricostituire le condizioni di sicurezza e riaprire il traffico su una sola carreggiata.
Dunque occorre pensare già da subito a percorsi e vettori alternativi per raggiungere il capoluogo siciliano.
Basti pensare che, al momento, per raggiungere Palermo in auto, seguendo i consigli dell’anas, che ha dirottato il traffico sull’interpoderale di Tremonzelli, ci vorranno non meno di 5 ore, solo andata, partendo da Scicli. La Palermo Messina Catania non è per i ragusani nemmeno da prendere in considerazione perchè di ore ce ne vorrebbero 7 per raggiungere la capitale siciliana.
Meglio andare a Roma in aereo e prendere una coincidenza per Terrasini. Il tempo impiegato sarebbe pressoché uguale, ma il viaggio apparirebbe almeno più comodo.
Oppure, invitiamo la deputazione ragusana, a tutti i livelli, regionale e nazionale, a utilizzare in pieno l’aeroporto di Comiso, istituendo un volo con tratta Palermo –Comiso, andata e ritorno in giornata, per favorire gli spostamenti dei ragusani.
Venticinque minuti di volo, imbarco e passaggi di sicurezza inclusi, e Ragusa sarebbe di nuovo collegata al capoluogo siciliano. Sarebbe un vantaggio non indifferente sul piano commerciale e anche per gli uomini d’affari e per i politici che quotidianamente devono recarsi a Palermo partendo dai comuni dell’ex provincia regionale di Ragusa. Venticinque minuti in aereo contro 5 ore in macchina (salvo altri impedimenti). Altrimenti, lasciamo cadere la cosa, godiamoci questa Sicilia spaccata in due da un pilone che ha iniziato la sua corsa alla frana appena dieci anni fa.

Redazione