Attualità Ragusa 16/04/2015 11:47 Notizia letta: 3901 volte

Galimberti: l'amore? E' follia

Da Platone in poi
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Ragusa - La “follia dell’amore” al centro dell’ultimo incontro del master formativo “Educare Oggi. Famiglia, scuola e società” per il terzo anno consecutivo promosso dall’associazione “Genitori e figli – istruzioni per l’uso”, in collaborazione con la cooperativa Logos e con il supporto dell’Assessorato Politiche Sociali del Comune di Ragusa, MediCare e Ada Comunicazione.

Ieri sera a Ragusa, al cine teatro Lumiere, l’ultimo coinvolgente appuntamento con l’intervento del filosofo Umberto Galimberti che ha parlato sul tema “Le cose dell’amore”.

E’ stato il presidente di Logos, Rosario Alescio, ad aprire l’incontro sottolineando che con questi appuntamenti, iniziati a novembre 2014 con la presenza di Paolo Crepet, si è voluto costruire qualcosa di positivo nell’organizzazione nel mondo del lavoro e in generale della società, tramite il confronto diretto con qualificati esperti.

Il pubblico, in tutti gli incontri, ha risposto positivamente con la sua massiccia presenza e soprattutto con grande attenzione e partecipazione attiva. Il tema dell’amore, in tutte le sue sfaccettature, ha ulteriormente affascinato i presenti. Il professor Galimberti ha parlato de “Le cose dell’amore”, titolo di un suo libro che si rifà “alle cose dell’amore” di Platone, il filosofo per eccellenza, colui che ha inventato la ragione. Prima di Platone, infatti, si parlava per immagini, ovvero si usavano dei linguaggi pre-razionali. I principi della ragione nascono con Platone. Ed è per questo che il filosofo Galimberti, proprio per parlare d’amore, ha iniziato a parlare di Follia, ovvero delle 4 forme di follia: profetica, iniziatica, poetica e amore. Quest’ultima è la più grande perché esce fuori dalla razionalità. “La follia – ha detto Galimberti – è antecedente alla ragione. E’ Platone ad inventare la ragione che è un sistema di regole che funzionano finché tutti stiamo a queste regole. Sono folli i bambini che non conoscono ancora regole, i poeti, ma anche noi quando andiamo a dormire poiché l’ordine razionale si spegne per dare spazio al teatro della follia, il sogno. Nel sogno il principio della casualità non funziona: noi siamo abitati dalla follia. Anche in amore è così. Noi siamo abitati dalla follia e la follia è la dimora dell’amore”. Galimberti si è poi intrattenuto sulle religioni, anch’esse nate per contenere la follia. “Il sacro è follia”. Molti altri gli esempi dell’excursus di Galimberti tra cui Socrate per cui l’amore è follia, mania, è “l’intervallo che c’è tra gli umani e i divini”. Interessante anche l’illustrazione sull’origine dell’amore secondo i filosofi: Platone capovolge la mitologia greca che indicava come genitori di Amore, Afrodite e Ares, ovvero la dea della sessualità e il dio della guerra. “L’Amore – ha detto Galimberti – è povero perché ami quello che non hai, quello che non possiedi e la sua struttura è proprio la mancanza. Quando ottieni l’altro finisce l’amore”. Galiberti ha anche parlato di desiderio e dell’innamoramento folle che esiste solo finché non si è sicuri dell’altro. Di come l’amore è qualcosa che riconosce solo l’amante, (poiché è lui che conosce la mancanza), e non l’amato. Si è parlato anche di seduzione, ma anche di tradimenti e di dipendenza. Per più di due ore l’affascinante lezione sull’amore del professore Galimberti ha ammaliato tutti e a fine incontro non sono mancati gli interventi.

Redazione