Attualità Chiaramonte Gulfi 16/04/2015 23:59 Notizia letta: 2452 volte

Risorgono a Chiaramonte le Anime del Purgatorio

Grazie al restauro donato da Silvia Bracchitta
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-04-2015/1429221634-0-risorgono-a-chiaramonte-le-anime-del-purgatorio.jpg&size=664x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-04-2015/1429221656-1-risorgono-a-chiaramonte-le-anime-del-purgatorio.jpg&size=375x500c0
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-04-2015/1429221634-0-risorgono-a-chiaramonte-le-anime-del-purgatorio.jpg&size=664x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-04-2015/1429221656-1-risorgono-a-chiaramonte-le-anime-del-purgatorio.jpg

Chiaramonte Gulfi - Un dono alla città d'origine.

E' quello fatto da Silvia Bracchitta, restauratrice chiaramontana, formatasi a Firenze, alla propria comunità e alla sua storia.

Silvia, durante un lavoro durato tredici mesi, e donato alla città, ha infatti restaurato la grande tela delle Anime del Purgatorio, custodita nella chiesa Madre Santa Maria la Nova. 

Un'impresa resa possibile grazie al sostegno che Pippo e Lucia Bracchitta, i genitori di Silvia, hanno dato alla giovane e accreditata figlia. 

L'opera è stata svelata, in una chiesa gremita di fedeli, martedì sera, al termine della messa in onore della Vergine, nell'ambito delle celebrazioni per Maria Santissima di Gulfi.

"Restaurare vuol dire lasciare un segno, il nostro segno, sopra un’opera che era nata senza di noi, che in origine non ci prevedeva", disse in un'occasione Giorgio Bonsanti. 

Silvia ha lavorato in tal senso secondo i tre criteri guida del restauro: reversibilità, riconoscibilità, rispetto dell'opera.

Un'opera risalente agli anni settanta del Settecento, a firma di Gaetano Mercurio. 

Si è trattato di un restauro conservativo ed estetico. 

Silvia ha operato restituendo alla tela i colori originali, consolidandoli con velinature, praticando un trattamento antitarlo, eliminando i danni del nero fumo delle candele e della polvere, oltre che degli sbalzi climatici.

I tredici mesi di restauro hanno restituito una tela splendida nella composizione e nella cromia, viva e lucente, ma senza il ricorso a mezzi stucchevoli e poco filologici.

Un grande applauso ha salutato il ritorno dell'opera alla originaria bellezza, oggi ammirabile in Santa Maria la Nova.