Attualità Scicli 21/04/2015 23:35 Notizia letta: 3179 volte

I Caturru fanno...Quaterna

Una nuova compagnia
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Scicli - Il panorama del teatro dialettale si arricchisce di una nuova quanto brillante stella: la compagnia de "I Caturru".
A poco meno di un anno dal loro esordio e dalla loro nascita, i componenti del gruppo, sapientemente diretti dall'esperta regia di Giovanna Drago, vera veterana del teatro amatoriale, hanno nuovamente calcato le scene del Teatro Italia di Scicli, rappresentando la commedia "A quaterna", liberamente tratta dalla ben nota commedia "Non ti pago" di Eduardo De Filippo.

Incentrata sui temi del culto dell'aldilà, della superstizione e dell'ossessione quasi compulsiva del protagonista (don Ferdinando Quagghia) per il gioco del lotto, la magistrale opera eduardiana riesce a indagare a fondo l'animo umano, mettendone alla luce i lati più viralmente crudi, ma svelandone anche le debolezze e gli aspetti più sinceramente umani. Si tratta senz'ombra di dubbio di un'opera di enorme spessore scenico, universalmente riconosciuta dalla critica come caposaldo della letteratura teatrale, che i componenti de "I Caturru" sono riusciti a interpretare in maniera magistrale.

Agendo sulla vicenda del protagonista e calandosi nei panni di un Ferdinando Quagghia, risucchiato nel vortice della pazzia, G. Blundetto ha offerto una recitazione veramente trascinante, in grado di creare a tratti una totale ed emozionale immedesimazione con il personaggio descritto da De Filippo. Funzionale e prezioso è stato l'apporto di una vera signora della scena come G. Drago, che al personaggio di Concetta, moglie di Quagghia, ha infuso calore, eleganza e decisione. F. Micciché ha caratterizzato i tratti di un Bertolini più che mai vivo e piacevolmente trascinatore. L’uomo di fatica Peppino, interpretato da G. Magro, alla sua prima esperienza recitativa, così come l’avvocato (Angelo Portelli), ben calati nei rispettivi ruoli, si sono distinti per la loro semplicità e spontaneità. La vivace presenza degli altri personaggi e dei loro interpreti, vale a dire Vittoria Funcidda (Lucia Ferro), la figlia Stella (Arabella Agosta), la zia Erminia (Cristina Portelli), anch’esse debuttanti sulla scene, insieme alla cameriera Margherita (Rossella Portelli), al Luigi Funcidda (Giovanni Mormina), al prete (NuccioTortorici) e alla popolana Donna Carmela (Stefania Blundetto) ha contribuito efficacemente alla riuscita della messa in scena che, in un'atmosfera familiare quanto coinvolgente, per tutta la durata dello spettacolo, ha trascinato il pubblico, con umiltà e semplicità, in una azione scenica ben orchestrata e ben diretta dalla regista Giovanna Drago, nelle cui vene scorre l’insopprimibile passione per la prosa dialettale.

Riuscitissima la scenografia, curata nei minimi dettagli, grazie all’apporto dello staff formato da T. Miccichè, O. Pagano, G. Longoni, L. Savà. Preziosa la collaborazione di A. Ternullo, tecnico audio alla consolle.

Un plauso particolare va alla piccola Serena Portelli che recitando con garbo e padronanza una poesia sul piatto del “ caturro” ha introdotto il lavoro teatrale.
I Caturru hanno pertanto dimostrato una bravura artistica e un'abilità scenica che vanno oltre la semplice, pura seppur lodevole amatorialità. Non resta che attendere un nuovo loro lavoro, perché siamo certi che, come questa volta, saranno in grado di stupirci!
Ad maiora!

Redazione
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